Afghanistan: al via le presidenziali, esplosioni in apertura dei seggi

Pubblicato il 28 settembre 2019 alle 9:21 in Afghanistan Asia

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Un’esplosione ha contrassegnato l’apertura dei seggi nella città di Kandahar, nell’Afghanistan meridionale, sabato 28 settembre, un’ora dopo l’inizio delle elezioni con le quali i cittadini voteranno il prossimo presidente del Paese.

Bahir Ahmadi, funzionario di lungo corso del governo provinciale di Kandahar, ha reso noto che 3 persone sono rimaste ferite nell’attacco, e sono state trasportate in ospedale. L’esplosione non è ancora stata rivendicata da alcun gruppo terroristico. Altri funzionari hanno aggiunto che esplosioni si sono verificate anche nelle città di Kabul, Ghazni e Jalalabad. I primi due attacchi sono stati rivendicati dai talebani.

Il gruppo islamista ha più volte intimato i cittadini a restare a casa e non recarsi alle urne, predisposte in circa 5.000 strutture nazionali. Per proteggere i votanti da eventuali attacchi, circa 100.000 unità appartenenti alle forze di sicurezza sono state dispiegate in tutte le 34 province dello Stato, e godono del supporto aereo delle forze americane. Tuttavia, oltre 400 seggi rimarranno chiusi nella giornata di sabato poiché sono situati in aree sottoposte al controllo del gruppo talebano.

Sono circa 9,6 milioni, tra i 34 milioni totali, i cittadini ufficialmente registrati per eleggere il nuovo capo di Stato afghano tra 14 candidati. Tuttavia, la corsa alla nomina verrà disputata principalmente tra l’attuale leader, Ashraf Ghani, e il suo ex vice, Abdullah Abdullah. Il vincitore svolgerà un ruolo cruciale nello scenario del Paese, in cui l’obiettivo primario al momento è tentare una pacificazione con il gruppo islamista dei talebani, in seguito al fallimento dei negoziati tra questi e i funzionari statunitensi.

Sin dalla mattina, l’afflusso alle urne documentato dai media presenti in loco è sembrato massiccio, soprattutto nelle principali città del Paese.

Oltre alle minacce alla sicurezza, il processo di voto è in sé un’altra fonte di preoccupazione, in quanto la Commissione Elettorale Indipendente (IEC) è stata accusata di aver formulato dichiarazioni ambigue circa il modo in cui verrà effettuato lo spoglio delle urne e i mezzi antifrode che verranno utilizzati.

Ghani e Abdullah erano entrambi saliti al potere nel 2014, dopo un’elezione aspramente contestata e tacciata di brogli. La scena politica afghana è ancora segnata dagli strascichi di tali elezioni, nelle quali i due principali rivali politici erano infine stati costretti a formare una instabile alleanza. Ambo le parti erano state accusate di frodi e brogli elettorali. Le presidenziali di sabato 28 settembre sono le quarte da quando i talebani furono sconfitti dalle forze a guida americana.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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