USA: l’India deve alleggerire le restrizioni in Kashmir

Pubblicato il 27 settembre 2019 alle 9:07 in India USA e Canada

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Gli Stati Uniti vogliono che Nuova Delhi alleggerisca rapidamente le restrizioni imposte nella regione del Kashmir amministrata dall’India, ha riferito un alto funzionario dopo che il presidente USA, Donald Trump, ha incontrato i leader di India e Pakistan, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 

L’incontro è avvenuto giovedì 26 settembre, in un momento ancora teso per la contesa regione del Kashmir. “Speriamo di vedere una rapida azione, l’eliminazione delle restrizioni e il rilascio di coloro che sono stati arrestati”, ha riferito ai giornalisti Alice Wells, il massimo funzionario del Dipartimento di Stato USA per l’Asia meridionale. La Wells ha anche aggiunto che il presidente Trump è “disposto a mediare se richiesto da entrambe le parti”, sebbene abbia sottolineato che l’India ha da tempo respinto qualsiasi attore esterno. “Gli Stati Uniti sono preoccupati per le detenzioni diffuse, comprese quelle dei politici e degli imprenditori locali, e per le restrizioni imposte ai residenti della provincia di Jammu e Kashmir”, ha affermato, riferendosi alla parte del Kashmir amministrato dall’India.

“Attendiamo con impazienza la ripresa da parte del governo indiano dell’impegno politico con i leader locali e la programmazione delle elezioni promesse, il prima possibile”, ha poi aggiunto la rappresentante per l’Asia meridionale. Il 5 agosto di questo anno, il governo indiano ha abolito lo status speciale della contesa regione indiana del Kashmir, per ragioni di sicurezza. A seguito della rimozione dell’autonomia, dopo giorni di coprifuoco e blocco di internet e delle comunicazioni, il Kashmir è stato colpito da un’ondata di proteste caratterizzate dal lancio di pietre contro i militari. 

Complessivamente ci sono state 722 manifestazioni in tutta la regione, a partire dal 5 agosto. Inoltre, le autorità indiane hanno arrestato numerosi leader politici locali in gran parte della regione dell’Himalaya. Le città maggiormente interessate sono state quella di Srinagar, il distretto di Baramulla, nel Nord-Ovest e Pulwama, situata nel Sud. Quasi 200 civili e 415 membri delle forze di sicurezza sono stati feriti, secondo una fonte interna al governo indiano, resa pubblica il 15 settembre. Inoltre, circa 4.100 persone, tra cui 170 leader politici, sono stati arrestati in tutta la valle, con 3.000 rilasci nelle ultime 2 settimane. 

I contrasti tra India e Pakistan in relazione al Kashmir vanno avanti da decenni. Tale regione si trova al confine tra i due Paesi ed è suddivisa in 3 aree, tutte oggetto di dispute territoriali. Ad incrementare ulteriormente le tensioni tra i due Stati asiatici, le accuse dell’India al Pakistan in merito al sostegno fornito ai militanti separatisti nel Kashmir, smentito da Islamabad. Le tensioni hanno raggiunto l’apice il 2 agosto, dopo che le forze di sicurezza indiane avevano rivelato di aver sventato un attentato nella regione, pianificato, a loro avviso, da un gruppo di militanti supportati dal Pakistan. Da qui, la decisione di isolare alcune aree del Kashmir indiano e di arrestare alcuni politici locali.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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