Libia: arrivo di mercenari russi tra le file di Haftar

Pubblicato il 27 settembre 2019 alle 12:46 in Libia Russia

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Forze mercenarie private di provenienza russa, legate al presidente Vladimir Putin, hanno preso parte al conflitto in Libia, raggiungendo le file dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar.

In particolare, l’annuncio proviene dal governo tripolino che, mercoledì 25 settembre, ha affermato di aver ritrovato foto e video che ritraggono mercenari appartenenti a forze di sicurezza russe. Secondo quanto riferito da funzionari sia libici sia occidentali, si tratta di circa 100 soldati mercenari appartenenti ad una compagnia militare privata, nota col nome di “compagnia Wagner”, giunti in Libia nella prima settimana di settembre per prendere parte all’offensiva contro la capitale Tripoli. Il gruppo è guidato da Yevgeny Prigozhin, soprannominato “lo chef di Putin”, dato il precedente ruolo nel servizio catering del Cremlino.

Alcuni attivisti hanno diffuso sui social media documenti e piani militari scritti a mano in lingua russa, oltre a foto di persone, telefoni cellulari e carte di credito degli uomini della compagnia Wagner. Tuttavia, non si tratta della prima volta in cui Haftar si rivolge a mercenari russi. In particolare, nel 2017, erano state diffuse immagini che ritraevano combattenti con la stessa provenienza nella battaglia condotta a Bengasi, nell’Est della Libia.

Già lo scorso 23 settembre, il ministro dell’Interno libico, Fathi Bashagha, aveva dichiarato che le forze di Haftar avevano dapprima arruolato soldati sudanesi per condurre la battaglia contro Tripoli ma, a seguito del loro fallimento, si erano rivolte alla compagnia Wagner. Oltre alla Russia, anche la Francia rappresenta il luogo di origine di mercenari che combattono a fianco del generale dell’LNA, come riconosciuto dal Ministero delle Forze armate francese. Non da ultimo, il governo tripolino ha poi evidenziato la presenza di soldati emiratini tra le file di Haftar, sei dei quali sono stati uccisi nel corso di un attacco aereo contro la base militare di Al-Jafra, nella Libia centrale, il 13 settembre scorso.

Da parte sua, il generale della sala operativa di Tripoli per le operazioni sul campo, Ahmed Abu Shahma, ha affermato che è da tempo che si sta monitorando l’arrivo di mercenari stranieri nei ranghi di Haftar, provenienti soprattutto da Russia e Africa. Tuttavia, Shahma ha sottolineato la prontezza dell’esercito tripolino per affrontare il nemico, affermando che i mercenari a sostegno di Haftar, che hanno portato altresì denaro, non rimarranno nel Paese dopo il fallimento militare della campagna volta a conquistare Tripoli. Non da ultimo, il generale ha invitato il governo di Tripoli a presentare un reclamo formale a Mosca per perseguire la compagnia Wagner.

Per alcuni esperti militari, l’arruolamento di mercenari russi è un segnale delle perdite subite da Haftar e ciò amplierà l’arena dei combattimenti e delle operazioni illegali in Libia, vista altresì l’esperienza di tali nuovi membri in traffico di esseri umani, vendita di petrolio a basso prezzo e operazioni di spionaggio.

La guerra civile libica non è il primo conflitto in cui il gruppo di Prigozhin è stato coinvolto. La propria compagnia è altresì attiva nell’assalto alla provincia siriana di Idlib, roccaforte in mano all’opposizione, e sostiene il governo della Repubblica Centrafricana. Non da ultimo, il generale ha condotto operazioni di protezione e formazione sulla sicurezza per diversi uomini in Africa, e possedeva una società negli Stati Uniti accusata di aver contribuito all’interferenza russa nelle elezioni presidenziali del 2016.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’ultima ondata di violenti combattimenti tra le due fazioni, che ha avuto inizio il 4 aprile, ha causato la morte di 1093 persone, tra cui anche civili, ed il ferimento di altri 5762. Stando alle cifre Onu, sono, invece 120.000 gli sfollati causati dal conflitto.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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