Giappone e Europa firmano un accordo per le infrastrutture

Pubblicato il 27 settembre 2019 alle 12:25 in Europa Giappone

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L’Unione europea e il Giappone hanno firmato un accordo per la creazione di progetti nei settori delle infrastrutture e dei trasporti per collegare l’Europa e l’Asia. Si tratta di un tentativo di bilanciare l’iniziativa cinese nota come Nuova Via della Seta. 

L’accordo, firmato dal primo ministro giapponese Shinzo Abe e dal presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, formalizza il coinvolgimento del Giappone in un nuovo piano di “connettività” UE-Asia, che sarà sostenuto da un fondo di garanzia dell’UE da 60 miliardi di euro. “Che si tratti di un’unica strada o di un unico porto, quando l’UE e il Giappone intraprendono qualcosa, sono in grado di costruire una connettività sostenibile dall’Indo-Pacifico ai Balcani occidentali e all’Africa”, ha dichiarato Abe. Dal 2013, la Cina ha avviato progetti infrastrutturali in oltre 60 Paesi, in quella che è nota come la “Belt and Road Initiative”, o Nuova Via della Seta. L’ambizioso progetto, lanciato dal presidente cinese Xi Jin Ping, vuole sviluppare una rete di collegamenti terrestri e marittimi tra il Sud-est asiatico, l’Asia centrale, il Medio Oriente, l’Africa e l’Europa meridionale.

“La rotta marittima che conduce al Mediterraneo e all’Atlantico deve essere aperta”, ha aggiunto il premier giapponese, riferendosi alla necessità di prevenire i progetti finanziati da Pechino e le sue vaste riserve valutarie che dominano le rotte di commercio. Juncker ha anche promesso che i progetti favoriranno la costruzione di infrastrutture “senza creare montagne di debito”. Tale dichiarazione fa riferimento ai progetti finanziati dalla Cina che hanno contribuito ad un forte aumento del debito pubblico di alcuni Paesi dell’Asia centrale e dei Balcani. Tali Stati hanno supportato spese importanti per la costruzione di ponti e strade, nonostante la scarsità di fondi. 

L’UE e il Giappone hanno anche sottolineato che saranno rispettati standard ambientali rigorosi. I funzionari dell’Unione hanno aggiunto di essere preoccupati dal modello di investimento cinese che si basa sul prestito di denaro per avviare progetti ambiziosi che poi tendono a rendere i Paesi, se troppo poveri per sostenere le uscite, dipendenti dalla Cina. Un esempio è quello dell’autostrada finanziata dalla Cina per collegare la costa adriatica del Montenegro alla vicina Serbia, che ha indebitato il Montenegro. A tale proposito, il Fondo monetario internazionale ha dichiarato che il Paese non può permettersi di portare a termine il progetto. Nel loro accordo, che è formato da 10 punti, l’UE e il Giappone hanno promesso di prestare “la massima attenzione” alla “capacità fiscale e sostenibilità del debito” dei Paesi.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione