Germania: proposta estensione missione anti-ISIS, ma contingente ridotto

Pubblicato il 27 settembre 2019 alle 16:13 in Germania Iraq Siria

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Il parlamento della Germania ha avviato il dibattito in merito all’estensione della missione dell’esercito per il contrasto allo Stato Islamico in Siria e in Iraq.

Nello specifico, secondo quanto riportato da Anadolu Agency, il parlamento tedesco, la Bundestag, ha iniziato, giovedì 26 settembre, a dibattere in merito alla mozione presentata dal governo e, in particolar modo, dal ministro alla Difesa, Annegret Kramp-Karrenbauer, la quale ha illustrato ai deputati come l’ISIS sia ancora una minaccia nonostante abbia perso il controllo del territorio.

In virtù di tale fattore, ha spiegato Kramp-Karrenbauer, “la coalizione globale deve continuare a esercitare pressione militare sullo Stato Islamico” e in tale ambito, ha spiegato il ministro, il contributo della Germania è stato significativo.

Secondo quanto riportato dal Governo tedesco, la mozione presentata al Parlamento prevede che le Forze armate della Germania continueranno a contrastare lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, ma il contingente verrà ridotto. Nello specifico, secondo quanto reso noto, verrà posta una soglia pari a 700 militari coinvolti nella missione, la quale vedrà la partecipazione della Germania fino al 31 ottobre 2020.

Stando al comunicato ufficiale del governo, le Forze armate tedesche, ovvero la Bundeswehr, partecipano con l’obiettivo di “assicurare la stabilizzazione della regione, prevenire la riemersione dello Stato Islamico e facilitare la riconciliazione”. Attualmente, i militari coinvolti nella Coalizione globale a guida americana sono 800, ma verranno ridotti in virtù del miglioramento delle condizioni di sicurezza in Siria e in Iraq. La massiccia presenza del contingente, tuttavia, “sottolinea il bisogno dell’impegno continuo della Germania”, il quale, secondo il Governo, è “necessario per consolidare quanto già ottenuto, per migliorare ulteriormente e prevenire passi indietro”.

L’impegno della Germania nel contrasto all’ISIS, informa il Governo, “continuerà di fatto senza subire modifiche e sarà attiva fino al 31 ottobre 2020”, così come l’addestramento delle forze di sicurezza irachene e l’impegno nei voli di controllo della NATO, ma l’impegno nel “pattugliamento e rifornimento aereo verrà limitato al 31 marzo 2020”.

Nello specifico, per quanto riguarda le forze di sicurezza irachene, il governo di Berlino ha reso noto che la “missione è finalizzata a rendere le autorità dell’Iraq in grado di essere indipendenti nell’assicurare la sicurezza del Paese” e, per tale ragione, “la Bundeswehr è coinvolta in attività di capacity building”.

La Germania è membro della NATO dal 1955 e fondatore dell’Unione Europea. Secondo il Global Terrorism Index del 2018, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, la Germania ha registrato un indice di 4.601, rientrando tra gli Stati mediamente colpiti dal terrorismo. A tale riguardo, il Country Report on Terrorism del Dipartimento di Stato americano rende noto che il Paese ha, nel 2017, incrementato il numero di investigazioni, arresti e condanne in materia di terrorismo.

Per quanto concerne il contrasto all’estremismo violento, Berlino fa parte della Coalizione Globale per sconfiggere l’ISIS, guidata dagli Stati Uniti. Internamente, ad occuparsi di fronteggiare il terrorismo dal 2004 è il Centro multi-area antiterrorismo, in tedesco Gemeinsames Terrorismusabwehrzentrum (GTAZ) il quale è composto da circa 40 agenzie nazionali di sicurezza, di intelligence e forze dell’ordine. Grazie alle indagini portate avanti dal GTAZ, nel 2017 la Germania ha rimpatriato 36 estremisti, provenienti principalmente dall’Algeria, dalla Bosnia ed Erzegovina e dalla Tunisia.

Per quanto riguarda il contributo della Germania alla Coalizione Globale per sconfiggere l’ISIS, il governo tedesco ha donato, dal settembre 2014 al settembre 2019, per assistenza umanitaria 1.7 miliardi di euro all’Iraq. Parallelamente, dal 2012 al settembre 2019, Berlino ha inviato e 5.8 miliardi di euro di assistenza umanitaria alla Siria, con il fine di fornire sostegno alla stabilizzazione e allo sviluppo del Paese. Alla Siria, inoltre, Berlino ha dotano 50.7 milioni di euro per ripristinare i servizi primari della Siria e per neutralizzare gli ordigni esplosivi nella provincia di Raqqa.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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