Bosnia: Egitto e Arabia Saudita primi acquirenti di armi

Pubblicato il 27 settembre 2019 alle 13:10 in Arabia Saudita Balcani Egitto

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La Bosnia ed Erzegovina ha esportato armi e munizioni per un totale di circa 50 milioni di dollari nella prima metà del 2019, principalmente all’Egitto e all’Arabia Saudita.

A renderlo noto è stato, venerdì 27 settembre, il Sarajevo Times, il quale ha riportato quanto dichiarato nel report presentato giovedì dalla Camera per il commercio estero bosniaca.

Nello specifico, facendo riferimento ai 2 principali acquirenti, l’Egitto ha acquistato circa 17 milioni di armi dalla Bosnia, ovvero circa il 34% del totale delle esportazioni a livello globale, mentre l’Arabia Saudita circa 12 milioni. A seguire, i principali Paesi che importano armi dalla Bosnia sono il Marocco, gli Emirati Arabi Uniti, la Turchia, il Pakistan, l’Afghanistan, la Serbia, gli Stati Uniti e la Germania.

Principalmente, le 8 aziende che compongono l’industria bellica bosniaca esportano, secondo quanto reso noto dalla Camera di commercio del Paese balcanico, munizioni, ordigni militari, armi da fuoco, bombe, granate e missili.

Per quanto riguarda il 2018, la Bosnia ha esportato in totale circa 117 milioni di dollari di armi, di cui 43 sono stati acquistati dall’Arabia Saudita, che ne è stata la prima importatrice.

Nel 2018, la Bosnia ha esportato il 6% in più di armi rispetto al 2017. Se paragonata al 2016, invece, l’industria bellica ha portato a Sarajevo il 21% in più di ricavi.

Per quanto concerne i maggiori acquirenti, il Paese ad aver importato più armi dalla Bosnia nel 2017 è stato l’Arabia Saudita, mentre nel 2016 era stato l’Egitto.

L’attenzione della Bosnia posta nei confronti dell’esportazione di armi e munizioni verso il Paesi del Golfo era già emersa nel mese di febbraio, quando Gulf News aveva riportato che Sarajevo aveva partecipato alla Fiera internazionale dell’industria bellica di Abu Dhabi, dove era stato uno dei Paesi più piccoli.

In tale occasione, il direttore dell’agenzia nazionale della promozione del commercio estero, Enes Aliskovic, aveva dichiarato in merito alle esportazioni verso i Paesi del Golfo di “desiderare di incrementare, nel corso degli anni, il volume delle esportazioni e cementare le relazioni con tali Paesi nel settore della difesa”.

In merito alla merce esportata, Aliskovic aveva spiegato che “le munizioni, principalmente utilizzate dai cecchini, insieme alle pistole e ai razzi dal grande calibro hanno prezzi competitivi e rispettano gli standard del blocco orientale, ovvero ad esempio della Russia e della Bulgaria, e dei Paesi della NATO”.

Ciò ha fatto sì, secondo quanto sottolineato da Aliskovic, che l’industria bellica della Bosnia “negli anni sia stata in crescita”, come dimostrato dal fatto che “su base annua vi sia stata una crescita superiore al 10% nel settore delle esportazioni delle armi e delle munizioni”.

I mercati principali coperti dalla Bosnia, aveva reso noto Aliskovic, sono “gli Stati Uniti, la regione del Golfo e il Nord Africa”.

La Bosnia ed Erzegovina ha ottenuto l’indipendenza nel 1992, anno in cui ha iniziato a investire sull’industria bellica e sull’avvio di nuovi impianti di produzione. Attualmente, il Paese dispone di un totale di circa 30 impianti produttivi, principalmente privati.

Nel complesso, l’economia del Paese, secondo quanto reso noto dal World Factbook della CIA, è una delle meno competitive della regione balcanica e dipende principalmente dall’esportazione del settore metallurgico, energetico, tessile e su aiuti economici provenienti dall’estero.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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