Venezuela: il partito di Maduro torna all’Assemblea Nazionale

Pubblicato il 26 settembre 2019 alle 10:24 in America Latina Venezuela

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Il gruppo chavista dell’Assemblea nazionale venezuelana, eletta nel dicembre 2015, ha deciso di ritornare a partecipare ai lavori parlamentari nel Palazzo legislativo federale a Caracas dopo un ritiro durato oltre due anni. La decisione fa parte del pacchetto di accordi annunciato alcuni giorni fa dalla formazione politica di Nicolás Maduro, il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) con alcune formazioni dell’opposizione di linea moderata, riunite nella cosiddetta Concertación por el cambio, gruppo minoritario in seno all’opposizione che non riconosce la leadership di Juan Guaidó. Il patto è stato denunciato con forza dallo stesso Guaidó e dalla maggior parte dei partiti dell’opposizione.

Il patto di Maduro con questi avversari, che è stato criticato molto duramente, è stato presentato dopo che i colloqui con la delegazione di Juan Guaidó, in corso a Barbados con mediazione della Norvegia, sono falliti. Oltre al ritorno del PSUV in parlamento, l’accordo prevede che Maduro mantenga la presidenza per tutta la durata del mandato (2019-25); in cambio il chavismo permetterebbe l’elezione di un nuovo Consiglio elettorale nazionale (CNE) per lavorare in fretta all’elezione di una nuova Assemblea Nazionale; Le soluzioni alla crisi economica verrebbero esplorate e verrebbe istituito un “fronte comune” contro le sanzioni internazionali. La controversa Assemblea Costituente voluta da Maduro ed eletta nel luglio 2017, nel frattempo, rimarrebbe in carica.

Il deputato Pedro Carreño ha preso la parola a nome del Partito socialista unito del Venezuela e, con toni moderati dopo anni di accuse e violenze, ha affermato che i chavisti tornano “per cercare accordi che stabilizzino la situazione del paese”. Carreño ha detto a Juan Guaidó, presente al dibattito, “è giunto il momento per te di smettere di ostacolare la legalità”. Come altri oratori chavisti Carreño ha condannato le sanzioni internazionali ed ha accusato i “deputati di destra” per aver “promosso il soffocamento economico” del paese. Solo 38 dei 55 deputati del PSUV, di fronte a oltre 100 deputati dell’opposizione, occupavano i loro seggi.

I deputati chavisti non hanno potuto fare a meno di sentirsi addossare un numero enorme di accuse da parte dei deputati dell’opposizione: a loro sono state attribuite le responsabilità nella crisi degli scambi del 2014, della straripante corruzione di Petróleos de Venezuela e della Previdenza sociale, l’emorragia monetaria della Repubblica, le violenze del 2017 e il caos economico galoppante.

Il presidente dell’Assemblea nazionale, Juan Guaidó ha chiuso il dibattito affermando: “Il ritorno del PSUV è il riconoscimento della forza del Parlamento, l’unico potere legittimo del Paese. Se c’è riconoscimento per questa Assemblea Nazionale, allora si sta riconoscendo, come fa la comunità internazionale, che la soluzione politica alla crisi passa attraverso il Parlamento”.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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