Siria: Mogherini organizza conferenza a New York

Pubblicato il 26 settembre 2019 alle 9:26 in Europa Siria

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L’Alto rappresentante dell’UE, Federica Mogherini, ha dedicato alla Siria, sotto l’egida dell’Unione Europea, una conferenza a New York, nella cornice della 74esima assemblea generale delle Nazioni Unite.

L’evento, che si è tenuto il 24 settembre, è stato, secondo quanto sottolineato dal Servizio esterno dell’Unione (EEAS),  il primo dall’annuncio da parte dell’ONU sulla creazione di un comitato costituzionale. Nello specifico, il 23 settembre Guterres aveva annunciato che il governo della repubblica democratica siriana e la commissione per i negoziati avevano raggiunto un accordo per l’istituzione di un comitato costituzionale e l’Onu, a Ginevra, avrà il ruolo di facilitarne i lavori. Tale commissione, a detta del segretario Onu, si incontrerà nelle prossime settimane.

Una soluzione politica sotto l’egida dell’ONU, ha sottolineato l’Agenzia europea, “è l’obiettivo che l’Unione ha sempre sostenuto”, soprattutto perché, come evidenziato da Mogherini, “a questo conflitto non verrà mai posta fine con le armi”.

In tale ottica, il comitato costituzionale, secondo il Servizio esterno dell’Unione, rappresenta un “passo molto importante verso la creazione delle condizioni in grado di portare al raggiungimento di una soluzione politica, sebbene non sia esso stesso la soluzione”. Nello specifico, Mogherini ha dichiarato che il Comitato costituzionale della Siria “deve essere visto in primis come una opportunità per avanzare ulteriori passi in grado di avere un vero impatto sulle vite dei siriani” e di prendere in considerazione “le aspirazioni della Siria nel trasformarsi in una nuova Siria, forte, pacifica e inclusiva”.

All’evento organizzato dall’Unione Europea hanno partecipato i ministri e i rappresentanti dei Paesi presenti all’Assemblea generale ONU, soprattutto della regione mediorientale, ma anche una delegazione della società civile siriana, tutti concordi nel sottolineare che la Siria “ha bisogno che la comunità internazionale, la regione e i diversi attori coinvolti si uniscano e sostengano una soluzione politica per il Paese”.

Nel corso del suo discorso di apertura dei lavori, Mogherini ha rivolto le sue parole all’inviato speciale ONU in Siria, Geir Pedersen, al quale l’Alto rappresentante dell’UE ha ribadito il supporto dell’Europa nel suo lavoro teso all’emersione di una soluzione politica, la quale “rappresenta l’unico modo per raggiungere una soluzione giusta e durativa, l’unica in grado di avere il supporto della comunità internazionale, degli attori regionali e di tutte le componenti della società siriana”.

In merito al lavoro svolto dall’Unione, Mogherini ha ricordato le 3 Conferenze di Bruxelles “Supporting the Future of Syria and the Region”, finalizzate, secondo quanto comunicato dal Servizio Esterno europeo, a sostenere i cittadini siriani e mobilitare ulteriormente la comunità internazionale a lavorare per riuscire ad ottenere una soluzione politica al conflitto siriano, come previsto dalla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 2254.

Tali conferenze, ha spiegato Mogherini “non servivano soltanto a raccogliere donazioni, sebbene abbiano effettivamente consentito di ricevere miliardi di euro in supporto della popolazione siriana”. Nello specifico, ha annunciato l’Alto rappresentante dell’UE, nel corso della terza Conferenza, che si è tenuta dal 12 al 14 marzo 2019, l’UE ha raccolto 8.3 miliardi di euro, di cui il 90% è stato già consegnato ai rappresentanti della società civile. La conferenza, però, “è stata molto altro”, ha sottolineato Mogherini, dal momento che ha consentito la partecipazione congiunta dei “decisori politici, dei rappresentanti della società civile e, soprattutto, delle donne siriane”.

Attualmente, ha ricordato Mogherini, milioni di cittadini siriani sono dispersi a causa del conflitto nel loro Paese e, a tale riguardo, l’Alto rappresentante ha voluto “ringraziare i Paesi e le comunità che continuano generosamente a ospitare milioni di rifugiati siriani, quali, in particolar modo, Turchia, Libano, Giordania, ma anche Egitto e Iraq”.

Per garantire il ritorno di tali individui, però, occorre, secondo l’Alto rappresentante dell’UE, creare le condizioni affinché sia “sicuro, volontario e dignitoso”, come concordato con il Commissario per i Rifugiati dell’ONU, Filippo Grandi, anch’egli presente alla Conferenza organizzata da Mogherini.

Dal 2011 al febbraio 2019, l’Unione Europea ha inviato oltre 1.3 miliardi di euro in sostegno economico. Nello specifico, circa 7 milioni hanno riguardato le spese sanitarie, incluse le cure pediatriche e l’assistenza psicosociale, mentre circa 5 milioni di euro sono stati donati quali aiuti alimentari. L’Europa, inoltre, ha fornito supporto a circa 9.000 agricoltori siriani, i quali hanno ricevuto donazioni e aiuti per il riavvio della produzione agricola e lo sviluppo delle aziende.

A livello diplomatico, l’UE ha sospeso ogni cooperazione con il regime siriano a seguito dello scoppio del conflitto nel 2011 e attualmente è impegnata nel raggiungimento di una soluzione politica con 4 principali obiettivi. Il primo prevede il sostegno europeo nell’avvio di una soluzione che sia guidata dalla Siria e facilitata dall’ONU. Il secondo obiettivo fa invece riferimento alle indagini contro i responsabili di crimini afferenti alla sfera del diritto internazionale. In terzo luogo, l’UE intende fornire il proprio aiuto nella ricerca della giustizia per le famiglie dei siriani scomparsi o per i detenuti. Infine, l’UE non ha intenzione di fornire fondi per la ricostruzione prima che vi sia una soluzione politica inclusiva e guidata dalla Siria.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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