Repubblica Ceca: intelligence accusa Pechino di attacco cibernetico

Pubblicato il 26 settembre 2019 alle 15:57 in Cina Repubblica Ceca

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La Cina è dietro l’attacco cibernetico del 2018 contro una delle principali istituzioni governative della Repubblica Ceca.

A rivelarlo è la National Cyber and Information Security Agency (NUKIB), organo centrale dell’Amministrazione ceca dedito alla cybesecurity e alla protezione di informazioni classificate nel settore dei sistemi informativi e della comunicazione.

Nello specifico, secondo quanto reso noto dal Daily Mail, la NUKIB ha terminato la stesura della nuova versione del report annuale sullo stato dell’arte della cybersecurity in Repubblica Ceca, il quale verrà discusso dal governo lunedì 30 settembre.

Secondo quanto anticipato dall’agenzia statale, la maggior parte delle minacce per la sicurezza cibernetica della Repubblica Ceca proviene da attori correlati alla Russia e la Cina. Quest’ultima, in particolare, afferma la NUKIB, è il primo sospettato per quanto concerne la responsabilità dell’attacco contro uno dei principali Enti della Repubblica Ceca, avvenuto nel 2018, il quale “è stato quasi certamente realizzato da un attore statale o da un suo correlato”.

La NUKIB ha altresì reso noto che il primo bersaglio degli attacchi cibernetici subiti dalla Repubblica Ceca nel 2018 è stato il Ministro degli Affari Esteri, Tomáš Petříček, il quale non ha al momento rilasciato commenti in merito al report dell’Agenzia, la quale ha in ogni caso reso noto che non renderà pubblico il report prima della discussione del documento con il governo.

Già nel 2017, la NUKIB aveva allertato le istituzioni ceche in merito all’incremento delle attività di spionaggio da parte dei diplomatici russi e cinesi attivi in Repubblica Ceca. Ciò, però, aveva attirato le critiche del presidente ceco, Milos Zeman, promotore di apertura politica verso Mosca e Pechino, il quale aveva raccomandato all’agenzia di focalizzarsi sull’individuazione di jihadisti nel Paese.

Mentre la NUKIB anticipava alcune delle principali scoperte del report che discuterà con il governo, il presidente partecipava a un ricevimento dell’Ambasciata cinese a Praga. L’evento, secondo quanto rivelato dall’agenzia stampa ceca, Radio Prague, celebrava il 70esimo anniversario dall’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Di recente, le relazioni tra Praga e Pechino si sono inasprite a causa di una disputa tra il sindaco della capitale europea, Zdeněk Hřib, e la capitale cinese, motivo per cui erano stati cancellati numerosi eventi organizzati in collaborazione tra i due Paesi.

Le relazioni tra la Repubblica Ceca e la Cina, inoltre, sono state fortemente minate dopo lo scandalo che ha coinvolto il ramo ceco dell’azienda cinese delle telecomunicazioni, Huawei. Nello specifico, la divisione ceca è stata accusata di collezionare dati sensibili di funzionari e imprenditori cechi tramite i propri impiegati.

A tale riguardo, il 17 dicembre 2018, la NUKIB aveva pubblicato un avviso ufficiale in merito all’uso di programmi o apparecchiature di due aziende cinesi, Huawei e ZTE, e delle loro collegate, a causa delle minacce poste in materia di cybersecurity.

Nel fornire le proprie motivazioni, la NUKIB aveva dichiarato che “la struttura legale e politica della Repubblica popolare cinese all’interno delle quali sono principalmente operative le aziende in questione, le quali sono obbligate a rispettare le leggi della Cina, richiedono alle aziende private di collaborare nel raggiungimento degli interessi della Cina, inclusa la partecipazione ad attività di intelligence”. Le aziende, da parte loro, aveva aggiunto la NUKIB, “non si trattengono dal collaborare con lo Stato e in tale contesto gli sforzi tesi alla protezione degli interessi dei consumatori ai danni del governo cinese sono significativamente minati”. Parallelamente, secondo la NUKIB, “risulta esservi un legame organizzativo e personale tra le aziende indicate e lo Stato”. In tale contesto, aveva allertato la NUKIB, “la Cina promuove attivamente i propri interessi nel territorio della Repubblica Ceca, anche conducendo attività di spionaggio e interferenza”.

Per tali ragioni, vi sono “seri sospetti in merito all’esistenza di rischi potenziali correlati all’utilizzo di programmi o apparecchiature in grado di sostenere gli interessi della Cina”.

Il colosso cinese delle telecomunicazioni, la Huawei Technologies Co Ltd, è inoltre ripetutamente accusata dagli Stati Uniti di spiare i propri utenti per conto del governo cinese, oltre che di aver violato le sanzioni contro l’Iran e di aver rubato la proprietà intellettuale degli Stati Uniti.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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