Regno Unito: 21 migranti clandestini albanesi a bordo di una nave mercantile

Pubblicato il 26 settembre 2019 alle 12:05 in Albania Immigrazione

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La polizia di costiera inglese ha individuato 21 sospetti migranti clandestini provenienti dall’Albania a bordo di una nave mercantile olandese proveniente dalla Spagna, la quale trasportava turbine eoliche.

A renderlo noto è la BBC, la quale ha altresì aggiunto che la nave cargo, la Rotra Mare, è rimasta bloccata in mare, nei pressi delle coste di Great Yarmouth, nell’Est del Regno Unito, dopo che l’equipaggio ha sorpreso a bordo i 21 clandestini. Stando alle rivelazioni dell’equipaggio, i migranti “sono molto probabilmente imbarcati a Bilbao”, dove erano state fabbricate le turbine eoliche trasportate dalla Rotra Mare.

Dopo essersi ancorata a 5 miglia dalle coste inglesi a partire dalle prime ore di martedì 24 settembre, la Rotra Mare ha allertato le autorità in merito alla presenza dei migranti a bordo ed è rimasta in attesa dell’autorizzazione della polizia frontaliera a procedere con l’attracco al porto di Great Yarmouth.

Una volta giunta l’autorizzazione, la sera successiva la nave è giunta nel porto inglese, dove gli agenti di polizia hanno identificato i clandestini a bordo della Rotra Mare con la collaborazione della polizia di Norfolk, della Guardia costiera, del comandante del Porto di Great Yarmouth e il capitano della nave mercantile.

Stando a quanto riportato, i migranti, di cui 19 uomini e 2 bambini, ha reso noto la polizia frontaliera, “si sono presentati quali cittadini albanesi e saranno trattati in linea con le leggi sull’immigrazione”. I clandestini, inoltre, si erano nascosti in una delle turbine eoliche trasportate dall’imbarcazione. 

In materia di migrazione clandestina, lo scorso 24 settembre una giovane donna italiana era stata arrestata a Dublino, in Irlanda, con l’accusa di essere coinvolta nel traffico di migranti di 2 cittadini albanesi in possesso di carte d’identità italiane contraffatte. La donna, secondo quanto emerso dalle indagini, era stata contattata da un’agenzia internazionale, la quale le aveva garantito una ricompensa economica.

L’Albania è uno dei Paesi nello snodo migratorio tra l’Europa dell’Est e dell’Ovest. Secondo quanto reso noto dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), l’Albania non è stata teatro degli spostamenti migratori massivi che hanno caratterizzato i Paesi vicini e il resto della regione balcanica occidentale. Tuttavia, rimane una via alternativa ad alto potenziale per gli spostamenti dei migranti verso i Paesi dell’Unione Europea.  

Per rispondere alle sfide poste dalla migrazione, l’Albania è diventata membro dell’IOM nel 1993, a un anno di distanza dall’avvio delle attività dell’Organizzazione internazionale nel Paese. La missione IOM in Albania si occupa principalmente di coadiuvare il governo nell’elaborazione di politiche efficaci in materia di gestione dell’emigrazione, del traffico di migranti del ritorno volontario e della reintegrazione dei cittadini albanesi che rientrano dai Paesi occidentali. Tra i programmi coordinati dall’IOM, anche il supporto tecnico alle autorità frontaliere albanesi, le quali devono implementare la strategia integrata di controllo delle frontiere al fine di prevenire e contrastare la migrazione clandestina dei cittadini albanesi e provenienti da Paesi terzi in linea con il diritto internazionale e gli accordi regionali.  

Nel 2015, migliaia di migranti avevano intrapreso il viaggio attraverso i Balcani per arrivare in Unione Europea, ma in quel frangente il territorio albanese non era stato coinvolto. Come riportato da Frontex, nel 2018 c’è stata un’inversione di rotta in merito ai tragitti percorsi dai migranti nella regione balcanica. Da una parte, quella che fino a poco tempo fa era la principale rotta dei Balcani Occidentali, che prevede il passaggio dalla Serbia all’Ungheria o alla Croazia, continua ad essere percorsa da un basso numero di migranti irregolari, come conseguenza del trattato concluso tra l’Unione Europea e la Turchia il 18 marzo 2016. D’altro canto, la pressione migratoria è aumentata in un percorso parallelo, che approda proprio in Bosnia, dove i migranti giungono passando o dalla Serbia o dall’Albania attraverso il Montenegro. Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 22 settembre 2019 sono stati registrati 1.546 nuovi migranti nel Paese, tutti giunti via terra. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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