Indonesia: Widodo disposto a revocare la legge contestata dalle piazze

Pubblicato il 26 settembre 2019 alle 20:26 in Asia Indonesia

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Il presidente indonesiano, Joko Widodo, si è mostrato disposto a revocare la riforma della Commissione Anti-corruzione del Paese, a seguito delle più grandi proteste studentesche degli ultimi decenni.  

In un discorso televisivo, Widodo ha affermato di aver ricevuto molti suggerimenti riguardati la nuova legge e molti lo hanno invitato ad utilizzare la propria autorità per sostituirla, tramite l’emanazione di un regolamento. “Naturalmente lo prenderemo in considerazione, lo valuteremo immediatamente”, ha dichiarato Widodo ai giornalisti, il 26 settembre. Centinaia di funzionari del governo sono stati arrestati da quando la Commissione Anticorruzione, che è stata ideata come un organo indipendente, è stata istituita, nel 2002. Tale organo faceva parte di un pacchetto di riforme che sono state implementate a seguito del rovesciamento dell’ex leader indonesiano, Suharto. Secondo i manifestanti, le modifiche apportate dalla legge in questione indeboliscono una delle istituzioni pubbliche più credibili dell’Indonesia, in un Paese dove il parlamento e la polizia sono percepiti come estremamente corrotti.

Secondo quanto riferisce Al-Jazeera English, decine di migliaia di persone hanno partecipato a quelle che sono state le più grandi proteste nel Paese dal 1998, quando le manifestazioni studentesche hanno alimentato i disordini che hanno poi portato alla caduta di Suharto. A Jakarta, i manifestanti si sono ritrovati davanti al Parlamento, martedì 24 settembre, e sono stati sgomberati dalla polizia dopo la mezzanotte del giorno successivo. Altri studenti hanno tenuto proteste simili nelle città di tutto il Paese, tra cui Bandung, Yogyakarta, Malang, Palembang e Medan. 

Uno studente è morto dopo essere stato fucilato durante una protesta fuori dal parlamento di Kendari, sull’isola di Sulawesi. Un altro studente è in gravi condizioni, a Jakarta, a causa di ferite alla testa, secondo quanto ha riferito la sua università. Amnesty International ha affermato che le autorità dovrebbero “avviare immediatamente un’indagine approfondita e imparziale sulla massiccia violenza messa in atto dalla polizia contro gli studenti durante le proteste”. Almeno 200 persone sono state arrestate da quando sono iniziate le manifestazioni, lunedì 23 settembre, secondo quanto ha riferito il capo della polizia nazionale, Tito Karnavian, in una conferenza stampa.

Il capo della sicurezza dell’Indonesia, Wiranto, ha dichiarato che le proteste studentesche sono state architettate da un gruppo che ha l’obiettivo di far chiudere il parlamento prima dell’insediamento del presidente Widodo per il nuovo mandato. “Le brutali manifestazioni messe in scena dai rivoltosi, gli scontri con gli ufficiali, il lancio di pietre, il tiro di fuochi d’artificio contro gli agenti di notte… stavano cercando di fare vittime”, ha dichiarato Wiranto in una conferenza stampa. Widodo dovrebbe giurare per un secondo mandato il 20 ottobre dopo aver vinto le elezioni generali. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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