Immigrazione: la Spagna contro l’accordo di Malta

Pubblicato il 26 settembre 2019 alle 10:09 in Grecia Immigrazione Spagna

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L’accordo di Malta, il patto europeo volto a sbloccare il salvataggio dei migranti nel Mediterraneo si scontra con la netta opposizione di due paesi chiave: Spagna e Grecia. Sebbene il pre-accordo di ridistribuzione firmato da Germania, Francia, Italia e Malta faccia riferimento a salvataggi in tutto il Mediterraneo, sia la Spagna che la Grecia affermano che il sistema cerca, quasi esclusivamente, di risolvere il problema italiano. Il governo spagnolo contesta la possibilità di distribuire solo i soccorsi che sono stati aiutati in mare aperto e hanno richiesto asilo. Questi criteri escludono la maggior parte di coloro che arrivano in Spagna e buona parte di quelli che arrivano in Grecia.

Il testo della dichiarazione comune, anticipata dal quotidiano madrileno El País, mira ad accelerare un meccanismo temporaneo di ricollocazione “dei richiedenti asilo” negli Stati membri diversi da quelli del sud, che sono quelli che subiscono direttamente la pressione degli arrivi marittimi. Per cercare di convincere altri paesi europei ad aderire al sistema, il documento circoscrive i candidati alla distribuzione ai richiedenti asilo e sottolinea la volontà di restituire il resto ai loro paesi di origine. Dal testo del progetto è chiaro che si tratta di un piano volontario, che riguarderebbe solo i paesi che desiderano accogliere i rifugiati per alleviare la pressione sui paesi del sud.

Madrid e Atene sottolineano che dopo quattro anni di disaccordi e scontri per raggiungere un quadro europeo comune, questo meccanismo di emergenza è stato concepito come un gesto di sostegno europeo all’Italia, “ora che  Matteo Salvini, che ha reso gli sbarchi un problema politico e umanitario, non è più al potere”. L’idea è che, con questa soluzione temporanea, si ponga fine all’idea che l’Italia stia affrontando la questione dell’immigrazione da sola. Il patto sarà attivato ogni volta che un paese sostiene una “pressione migratoria sproporzionata”, un concetto senza concrezione precisa – segnalano Spagna e Grecia – che l’accordo intende misurare sulla base delle “capacità di accoglienza” di ciascuno Stato membro partecipante o sulla base di “un numero elevato di richieste di protezione internazionale”.

Di fronte alla reazione di Spagna e Grecia, fonti comunitarie affermano che si è trattato di un “primo contatto” in cui le delegazioni intervenienti si sono limitate a presentare posizioni note, in vista del consiglio europeo che dovrà affrontare il tema.

I paesi membri hanno ricevuto ufficialmente il testo mercoledì 25 settembre a mezzogiorno. Dalla versione finale, la Spagna apprezza che le alcuni problemi sollevate dal ministro degli interni Fernando Grande-Marlaska siano state incluse, secondo fonti del ministero dell’interno di Madrid. La Spagna apprezza che il Mediterraneo sia definito nella sua totalità, senza limitarlo alla zona centrale, quella utilizzata dai migranti che arrivano in Italia. La questione centrale, su cui Madrid insisterà in fase di consiglio UE, è che il quadro non si limiti ai soccorsi effettuati dalle ONG, ma si estenda a qualsiasi tipo di nave, dato che in Spagna la maggior parte dei soccorsi viene effettuata dalla Guardia costiera.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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