Danimarca: governo intensifica il contrasto al terrorismo

Pubblicato il 26 settembre 2019 alle 11:05 in Africa Danimarca

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Il ministro agli Affari Esteri della Danimarca, Jeppe Kofod, ha annunciato, in occasione di un vertice alle Nazioni Unite, che la Danimarca aumenterà il proprio impegno nel contrasto al terrorismo.

A renderlo noto è il Copenhagen Post, il quale ha altresì specificato che il governo danese ha autorizzato la spesa di 37 milioni di corone danesi, corrispondenti a circa 5 milioni di euro, per il rafforzamento delle misure tese alla prevenzione al contrasto del terrorismo

Nello specifico, Kofod ha dichiarato che tali fondi saranno destinati a “creare una Danimarca sicura e protetta”. Ciò richiede al governo “di impegnarsi nella lotta contro il terrorismo in Africa e nel resto del mondo”.

Il denaro sarà investito in iniziative a supporto del Forum Globale Antiterrorismo (GCF), una piattaforma informale, apolitica e multilaterale che sviluppa buone pratiche e strumenti per i decisori politici intenzionati a rafforzare le capacità dei cittadini e dei loro Paesi nel contrasto al terrorismo.

Nello specifico, secondo quanto rivelato dal Copenhagen Post, la Danimarca donerà all’Etiopia 14 milioni di corone, ovvero circa 2 milioni di euro, i quali verranno investiti da Addis Abeba nel contrasto al finanziamento del terrorismo. Parallelamente, Copenhagen devolverà altri 9 milioni di corone danesi, ovvero oltre 1 milione di euro, all’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (in inglese Intergovernamental Authority on Development – IGAD), la quale è formata dai Paesi del Corno d’Africa, mentre altri 14 milioni di corone, ovvero circa 2 milioni di euro, saranno devoluti al Fondo del Forum Globale antiterrorismo, il quale risulta attivo nella prevenzione della radicalizzazione in Paesi vulnerabili, quali il Mali.

La Danimarca è membro della NATO dal 1949 e dell’Unione Europea dal 1973. Il Paese è particolarmente impegnato nella lotta al terrorismo e nel contrasto interno ed esterno all’estremismo violento. In tali ambiti, le autorità di Copenaghen collaborano a stretto contatto con gli Stati Uniti, le Nazioni Unite e l’Unione Europea.

Secondo il Global Terrorism Index del 2018, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, la Danimarca ha registrato un indice poco superiore lo 0, rientrando tra gli Stati minimamente colpiti dal terrorismo. Tuttavia, il Country Report on Terrorism del Dipartimento di Stato americano rende noto che secondo il servizio di intelligence del Paese, in danese Politiets Efterretningstjeneste (PET), almeno 145 foreign fighters sono partiti dalla Danimarca per recarsi in Siria e in Iraq dall’estate 2012. Dei 145 terroristi, alcuni sono rientrati in patria e, ad avviso del PET, oltre ad essere stati addestrati, divenendo quindi capaci di compiere attacchi, potrebbero favorire la radicalizzazione di altri individui.

Per scongiurare un simile pericolo, le agenzie di sicurezza danesi collaborano per contrastare qualsiasi attività di reclutamento da parte dello Stato Islamico. Nell’ambito della cooperazione internazionale e regionale, la Danimarca è un membro della coalizione internazionale a guida americana che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq, contribuendo attraverso l’invio di veicoli da guerra, membri del personale presso i quartier generali della Coalizione in Medio Oriente e attività di addestramento militare.

Per quanto riguarda l’Etiopia, invece, il Paese è teatro di numerosi attacchi terroristici, principalmente causati dall’insorgenza dei jihadisti di al-Shabaab. Anche lo Stato Islamico ha tentato più volte in passato di stabilire una propria base in Etiopia ma finora ha avuto scarso successo. L’esercito è all’erta soprattutto al confine con la Somalia, dove le incursioni dei militanti dell’organizzazione somala di al-Shabaab mettono ripetutamente a rischio la sicurezza dell’Etiopia.

Lo scorso 24 settembre, diversi ufficiali etiopi avevano riferito di aver arrestato numerosi militanti jihadisti appartenenti allo Stato Islamico o all’organizzazione somala di al-Shabaab, i quali stavano pianificando attentati contro diversi obiettivi nel Paese, inclusi alberghi e luoghi religiosi.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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