Rischio impeachment in USA: le trascrizioni della telefonata tra Trump e Zelensky

Pubblicato il 25 settembre 2019 alle 17:48 in USA e Canada

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La trascrizione di un memorandum della conversazione telefonica tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, è stata resa pubblica. Tale documento mostra chiaramente la richiesta del presidente di indagare sul figlio dell’ex vice-presidente, Joe Biden. 

La trascrizione, in linea con le pratiche della Casa Bianca, è un memorandum di una conversazione telefonica. Di fatto, non si tratta di un resoconto integrale della conversazione, ma il testo riflette le note e le memorie dei funzionari che la hanno ascoltata. Un disclaimer nella trascrizione avverte che un certo numero di fattori “può influire sull’accuratezza della registrazione, inclusa la ricezione scadente e le variazioni di accento”. Secondo quanto hanno riferito alcuni funzionari della Casa Bianca, il documento non mostrerebbe che il presidente stia chiedendo un’indagine sul figlio di Biden in cambio della fornitura di aiuti militari all’Ucraina. Tuttavia, tale lettura del documento non è non unanime.

La conversazione ha un incipit molto cordiale, in cui Trump si complimenta con Zelensky per la vittoria del suo partito alle elezioni parlamentari ucraine del 21 luglio. In risposta, Zelensky confessa di aver molto imparato dal presidente USA e sottolinea l’importanza di tale risultato elettorale per i cambiamenti che questo porterà nel Paese. “Devo dire che abbiamo fatto molto per l’Ucraina”, replica quindi Trump, secondo la trascrizione. “Molto di più di quanto facciano i Paesi europei e loro dovrebbero aiutarvi molto di più”, sottolinea il presidente USA, aggiungendo che la Germania non fa “quasi niente” per supportare Kiev.

Durante questa parte della conversazione Trump avrebbe ripetuto almeno 3 volte che “gli Stati Uniti sono stati molto molto buoni con l’Ucraina”. “Ha assolutamente ragione”, risponde Zelensky, prima di iniziare a parlare di due incontri: con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, Emmanuel Macron. “Vorrei anche ringraziarla del vostro enorme supporto nel settore della Difesa. Siamo pronti a continuare a cooperare con voi per i prossimi passi, nello specifico siamo quasi pronti a comprare nuovi Javelins dagli Stati Uniti”, ha continuato il presidente dell’Ucraina.

“Mi piacerebbe che ci facesse un favore però, perché il nostro Paese ne ha passate tante e l’Ucraina ne sa molto al riguardo. Vorrei che lei scoprisse cosa è successo in tutta questa situazione, dicono Crowdstrike… Immagino che abbiate alcune persone facoltose… il suo server, dicono che ce l’abbiate voi. Ci sono un sacco di cose che sono successe, l’intera situazione. Penso che lei sia circondato dalle stesse persone. Vorrei che il procuratore generale la chiami o chiami uno dei suoi e vorrei che lei venisse a capo di questa situazione”, ha dichiarato Trump. In questa parte della conversazione Trump chiede l’aiuto dell’Ucraina nel trovare la posizione del server del Comitato Nazionale Democratico che, secondo i funzionari statunitensi, è stato violato dall’intelligence russa in vista delle elezioni del 2016.

“Come ha potuto vedere ieri, tutto questo no sense è finito con una triste performance di un uomo chiamato Robert Muller, una performance incompetente, ma hanno detto un sacco di cose che iniziavano con l’Ucraina. Qualsiasi cosa lei possa fare, è importante che la faccia, se possibile”, si legge nelle trascrizioni. Il presidente ucraino ha quindi risposto con entusiasmo e ha nuovamente sottolineato gli ottimi rapporti tra i due Paesi e la grande svolta che potranno prendere i rapporti bilaterali tra Washington e Kiev. Il presidente Trump risponde ribadendo che il procuratore generale lo chiamerà presto.

A questo punto, il presidente USA introduce un nuovo argomento: “Un’altra cosa, si è fatto un gran parlare del figlio di Biden, del fatto che Biden ha bloccato il procedimento giudiziario e un sacco di persone vogliono scoprire cosa sia successo, quindi qualsiasi cosa possiate fare con il procuratore generale sarebbe fantastico. Biden è andato in giro a vantarsi di aver fermato il procedimento giudiziario, quindi se poteste darci un occhio… Mi sembra una cosa orribile”. Da parte sua Zelensky afferma di essere a conoscenza della situazione e sottolinea che il futuro procuratore sarà “al 100% una mia persona, un mio candidato, che sarà approvato dal parlamento e sarà in carica come procuratore da settembre”. Il presidente ucraino quindi assicura a Trump che “il suo uomo” analizzerà la situazione, precisamente per quello che riguarda l’azienda a cui Trump fa riferimento, quella in cui lavorava il figlio di Biden, e chiede al presidente USA di fornirgli qualsiasi ulteriore informazione lui possa avere al riguardo, per facilitare le indagini.

Secondo quanto ricostruito dal Washington Post, Hunter Biden è stato per 5 anni nel consiglio di amministrazione di Burisma, un’azienda ucraina che opera nel settore del gas naturale. Il proprietario di Burisma era stato posto sotto processo dai magistrati ucraini con le accuse di abuso di potere e arricchimento illecito. Nel corso del procedimento, non era emersa alcuna prova contro il figlio di Biden, ma le indagini contro il proprietario della Burisma procedevano lentamente. Per tale ragione, Joe Biden aveva cercato di rimuovere dall’incarico il procuratore capo ucraino, accusato dai funzionari occidentali di non indagare a sufficienza sui casi di corruzione. Trump ha ammesso di aver citato Biden durante la telefonata, ma nega le accuse riguardo alle pressioni sul presidente ucraino per indagare sul figlio dell’ex vice-presidente.

Il fatto che Trump abbia parlato di un oppositore politico con il leader di un altro Paese ha scandalizzato il Congresso e ha presto fatto riaffiorare l’ipotesi di impeachment contro il presidente. Il presidente USA ha immediatamente replicato, con un post su Twitter, che le discussioni sulla sua messa in stato di accusa sono “ridicole” e, come già fatto in occasione delle indagini sull’interferenza della Russia nelle elezioni del 2016. Trump ha dichiarato di ritenerle una “caccia alle streghe” e ha promesso di rendere pubblica una trascrizione della telefonata col presidente ucraino. “Sono in testa ai sondaggi e non hanno idea di come fermarmi”, ha aggiunto Trump. “L’unico modo che hanno per fermarmi è mettermi in stato di accusa”, secondo il presidente. Tuttavia, il Washington Post sostiene che, in realtà, i sondaggi vedono Biden in vantaggio su Trump sia a livello nazionale, sia in numerosi Stati chiave.

Trump ha, inoltre, confermato di aver revocato 400 milioni di aiuti militari all’Ucraina, ma ha negato che questa decisione potesse essere una pressione esercitata sul presidente Zelensky per avviare le indagini. Annunciando la revoca del supporto militare, Trump ha dichiarato che questa è giustificata dal fatto che gli Stati Uniti stiano contribuendo in misura maggiore rispetto agli altri Paesi europei. “La mia lamentela è sempre stata questa, e lo ripeterò ancora e continuerò a farlo fino a quando l’Europa e gli altri Paesi non offriranno denaro all’Ucraina, perché non lo stanno facendo”, ha dichiarato il presidente USA ai giornalisti accreditati presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, attualmente convocata a New York. Sempre il 24 settembre, Biden ha invitato Trump a conformarsi pienamente alle indagini del Congresso sulla questione. “Se continua a ostacolare e infrangere la legge, a mio avviso, Donald Trump lascerà il Congresso senza altra scelta che non sia quella di avviare una procedura di impeachment”, ha riferito Biden ai giornalisti di Wilmington, una città del Delaware.

A seguito di tali eventi la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti sta avviando un’indagine formale per l’impeachment contro il presidente Donald Trump, a seguito del cosiddetto “caso Ucraina”.  La decisione è stata annunciata dalla speaker della Camera, Nancy Pelosi, il 24 settembre, dopo una riunione a porte chiuse con i deputati del partito democratico. La Pelosi ha dichiarato che 6 commissioni congressuali stanno attualmente indagando su Trump e continueranno con le loro indagini nell’ambito di tale inchiesta. I vari pannelli lavoreranno in collaborazione tra di loro e sarà il comitato giudiziario della Camera a redigere l’impeachment, su decisione comune. “L’urgenza del momento è come vento in poppa e questo è diverso. Vedrete tutto andare avanti molto rapidamente”, ha detto ai giornalisti il rappresentante Pramila Jayapal, che fa parte del comitato giudiziario della Camera. Non è chiaro se sarà programmato un voto per autorizzare l’inchiesta ufficiale, come è stato fatto in passato.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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