Il Qatar all’Onu: porre fine all’embargo e al dialogo condizionato

Pubblicato il 25 settembre 2019 alle 9:51 in Medio Oriente Qatar

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L’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, ha dichiarato, nel corso della 74esima sessione dell’Assemblea Generale dell’Onu, del 24 settembre, che, per porre fine alla cosiddetta crisi del Golfo, è necessario frenare un embargo “ingiusto” e proseguire sulla strada di un dialogo non condizionato, basato sul rispetto reciproco.  

“Quando ho parlato dinanzi a tale Assemblea, due anni e tre mesi prima dell’imposizione dell’embargo, ero fiducioso della resilienza del popolo qatariota. Sapevo che avrebbe superato le conseguenze del blocco, traendo beneficio da tale sfida, nonostante il prezzo pagato” sono state le parole dell’emiro, il quale ha poi aggiunto che il perpetrarsi di un embargo “ingiusto e ingiustificabile” ha paralizzato il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e ha causato la perdita del proprio ruolo.

La cosiddetta “crisi del Golfo” ha avuto inizio il 5 giugno 2017, data in cui è stato imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. I paesi fautori del blocco sono Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Da parte sua, il Qatar ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, e l’espulsione dei cittadini qatarioti dai Paesi fautori dell’embargo. Per Doha, i Paesi promotori del blocco hanno cercato di minare l’autonomia decisionale e di interferire negli affari interni del Paese.

Il 22 giugno 2017, i tre Paesi del Golfo e l’Egitto hanno poi consegnato una lista con 13 richieste da soddisfare per mettere fine all’embargo. Tra queste vi sono la chiusura del quotidiano d’informazione Al-Jazeera e della base militare turca a Doha e la limitazione delle relazioni con l’Iran. Il Qatar ha rigettato la lista definendola “non realistica”, e descrivendo le richieste “non perseguibili”.

L’emiro qatariota, nel suo discorso alle Nazioni Unite, ha poi rivolto lo sguardo alla questione palestinese. In particolare, Tamim al-Thani ha affermato che la continua occupazione israeliana dei territori palestinesi e arabi costituisce una sfida per le Nazioni Unite, ed ha messo in luce le operazioni illegali ad essa collegate, tra cui l’espansione degli insediamenti, “l’ebraizzazione” della città di Gerusalemme, l’assedio soffocante e ingiusto della Striscia di Gaza e l’intensificazione degli insediamenti sull’altopiano del Golan. L’emiro ha poi affermato che il Qatar non si esimerà dal profondere sforzi a sostegno della pace giusta e, pertanto, continuerà a fornire supporto politico ed umanitario al popolo palestinese.

Per quanto riguarda la Siria, Tamim al-Thani ha definito il conflitto un grande scandalo ed una vergogna per l’umanità. A detta dell’emiro, è giunto il momento, per il popolo siriano, di giungere alla sicurezza, ad una vita giusta e dignitosa, attraverso il perseguimento di una soluzione politica che risponda alle aspirazioni dei siriani.

L’emiro ha altresì parlato del conflitto in Yemen, esprimendo il proprio desiderio di unità, pace e sovranità territoriale, oltre alla necessità di completare l’attuazione del processo politico, in conformità con le relative decisioni del Consiglio di Sicurezza. Per quanto riguarda la Libia, lo sceicco ha sottolineato che i recenti sviluppi minano l’unità e la stabilità del Paese e, pertanto, ha invitato a ritenere responsabili coloro che commettono crimini di guerra contro il popolo libico, oltre a sostenere il governo di accordo nazionale, riconosciuto a livello internazionale, affinchè si possa porre fine alle sofferenze e riportare la stabilità in Libia.

Non da ultimo, è stata toccata anche la situazione in Sudan, e l’emiro qatariota ha invitato l’amministrazione statunitense a rimuovere tale Paese dall’elenco degli Stati che sostengono il terrorismo, apprezzando gli accordi tra le parti coinvolte e confidando nella capacità del popolo sudanese di superare questa fase di transizione.

Per quanto riguarda gli sforzi del Qatar nella lotta al terrorismo, l’emiro ha dichiarato di avere raggiunto un accordo con l’Ufficio delle Nazioni Unite impegnato in tale ambito, per cui stanzierà 75 milioni di dollari. Da parte qatariota sono stati poi condannate tutte le forme di terrorismo ed è stato messo in luce il proprio impegno continuo per contrastarle.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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