Putin propone alla NATO moratoria su missili in Europa

Pubblicato il 25 settembre 2019 alle 11:58 in NATO Russia

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Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto ai paesi della NATO una moratoria sul dispiegamento di missili a medio e corto raggio in Europa e in altre regioni, afferma il quotidiano russo Kommersant.

Secondo una fonte diplomatica riportata dal giornale, il presidente russo ha inviato un messaggio in cui propone la sua iniziativa il 19 settembre scorso, quasi due mesi dopo che gli Stati Uniti hanno denunciato il Trattato INF del 1987 che proibiva la fabbricazione e il dispiegamento di missili con una gamma compresa tra 500 e 5.500 chilometri.

“La Russia ha già annunciato l’intenzione di non piazzare missili a corto e medio raggio in Europa e in altre regioni, purché gli americani non lo facciano. Chiediamo agli Stati Uniti e ai loro alleati di assumere un simile impegno, e non lo facciamo per interesse della Russia, ma di tutti. Vi esortiamo a sostenere i nostri sforzi e il nostro sostegno a una moratoria della NATO sullo spiegamento di missili a corto e medio raggio, come annunciato dalla Russia” -afferma il messaggio di Putin, secondo Kommersant.

Il quotidiano afferma che il messaggio è stato inviato, in particolare, al segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, e all’Alto rappresentante dell’Unione europea par la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini. 

Nel testo di Putin, sempre secondo l’esclusiva di Kommersant, il presidente russo avverte che la moratoria richiederà un meccanismo di verifica, specialmente perché gli Stati Uniti hanno già schierato in diversi paesi europei, e particolarmente in Polonia, le rampe di lancio verticali MK-41 per i loro missili Tomahawk che hanno un raggio di oltre 1.000 chilometri, qualcosa che secondo il Trattato INF, in vigore fino allo scorso 2 agosto, era vietato.

Il trattato INF che era stato firmato nel 1987 era considerato una pietra miliare della sicurezza europea, tanto che i paesi UE avevano insistito ripetutamente con Washington e Mosca affinché non lo sospendessero. Washington si ritirò dall’accordo lo scorso luglio sulla base del fatto che il missile russo 9M729 con un raggio di 480 chilometri violava il documento, ma secondo Mosca la verità è che gli Stati Uniti stavano finanziando segretamente indagini tecniche per produrre missili da crociera a medio raggio vietati dal trattato.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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