Kenya e Somalia allentano le tensioni: necessario riprendere le relazioni diplomatiche

Pubblicato il 25 settembre 2019 alle 16:46 in Kenya Somalia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Kenya e la Somalia hanno concordato di normalizzare i loro rapporti dopo mesi di tensione originati da una disputa di confine tra i due Paesi. I presidenti somalo e kenyota, le cui negoziazioni sono state mediate dal leader egiziano Abdel Fattah al-Sisi, hanno raggiunto un’intesa volta a “riportare le loro relazioni alla normalità e a ricostruire la fiducia tra i due governi”.

La controversia riguarda i confini terrestri e marittimi tra i due vicini del Corno d’Africa ed è stata presentata dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja. Tutto ciò è scaturito quando, a febbraio, la Somalia ha accusato il Kenya di aver messo all’asta alcune aree marittime contese per l’esplorazione di gas e petrolio. Da quel momento, le relazioni tra i due Paesi africani si sono notevolmente raffreddate. In risposta alle accuse, seppur negate dalla Somalia, il 19 febbraio Nairobi ha convocato il proprio ambasciatore a Mogadiscio.

I diplomatici somali e kenyoti hanno fin da subito lavorato per gestire le conseguenze dell’incidente e promuovere colloqui bilaterali. Ciononostante, la disputa si è protratta per diversi mesi con la Somalia che aveva deciso di sospendere i voli diretti da Mogadiscio verso il Kenya e quest’ultimo che aveva provocatoriamente annunciato di voler riconoscere la provincia separatista di Somaliland come uno Stato. La regione di Somaliland si era autoproclamata indipendente il 18 maggio 1991, ma non è mai stata riconosciuta né dalla comunità internazionale né dal governo di Mogadiscio. L’11 giugno, il governo del Kenya aveva altresì deciso di imporre il divieto di commercio con la Somalia e di chiudere il punto di passaggio del confine meridionale tra i due Paesi, situato nella contea di Lamu.

L’accordo tra Kenya e Somalia raggiunto a New York, a margine della 74esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è il secondo quest’anno negoziato tra i due Paesi del Corno d’Africa con l’obiettivo di ristabilire le relazioni diplomatiche. A marzo, era stato il primo ministro etiope Abiy Ahmed a guidare i colloqui sulla risoluzione della disputa. Questa volta, però, la Somalia ha specificato che insisterà affinché sia la Corte Internazionale di Giustizia a decidere in ultima istanza sul caso.

I due Stati, da molti anni, cooperano per combattere contro al-Shabaab. Tale organizzazione terroristica, che in arabo significa “la gioventù”, è originaria della Somalia e, nel 2006, si è affiliata ad al-Qaeda. Fino al 2015, controllava gran parte del Paese del Corno d’Africa, inclusa la capitale Mogadiscio. Negli ultimi anni, l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotels, check-points militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.