Italia: Conte all’ONU per parlare di immigrazione, Libia, Balcani e Iran

Pubblicato il 25 settembre 2019 alle 16:27 in Immigrazione Italia Libia

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Il premier italiano, Giuseppe Conte, si trova a New York per partecipare alla 74esima sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite.

A renderlo noto è il sito del Governo italiano, il quale ha altresì annunciato che Conte ha avuto modo di incontrare i capi di Stato di Ucraina, Volodymyr Zelenskiy, Iraq, Barham Salih, e Turchia, Recep Tayyip Erdogan. Nel corso della sua permanenza a New York, Conte ha altresì incontrato gli omologhi di India, Narendra Modi, e Pakistan, Imran Khan. Tra le figure incontrate da Conte anche il Premio Nobel per la Pace 2018, Nadia Murad, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), António Vitorino, e l’Inviato Speciale del Segretario Generale ONU per la Libia, Ghassan Salamé.

Nella serata di martedì 24 settembre, inoltre, il Governo ha reso noto che Conte è intervenuto al Dibattito generale, dove il premier ha avuto modo di sottolineare come “credere ed investire nel multilateralismo e nel ruolo insostituibile dell’ONU”, tema al centro della 74esima sessione dell’Assemblea generale, sia “una grande sfida”.

Ciò è dovuto in parte al fatto che la società odierna sia caratterizzata da sfide ampie e complesse tra cui, come sottolineato da Conte, “cambiamenti climatici, conflitti armati, diritti umani, diseguaglianze, dispute commerciali”. Tali sfide, ha dichiarato il premier italiano, possono essere affrontate “solo” con “un’azione collettiva e coordinata”, la quale è sostenuta dall’Italia, che invoca a tal fine “un multilateralismo efficace”. Per essere efficace, però, l’azione concertata “deve nutrirsi di una concezione dei rapporti internazionali fondata sulla cooperazione, sulla trasparenza e sul principio di uguaglianza fra gli Stati e deve mirare a correggere gli aspetti disfunzionali della globalizzazione”.

Il filo rosso di tali principi, però, deve essere, ha spiegato Conte, “il rispetto della persona”, perché dietro i sistemi democratici “ci sono rapporti tra esseri umani” e solo riconoscendo ciò “i nostri sistemi di governo conserveranno un volto umano e non scoloriranno in sistemi autoritari”.

Da parte sua, l’Italia ha deciso di farlo mettendo “al centro le soluzioni che migliorano la qualità di vita dei cittadini e che rispondono alle urgenze che assillano la nostra società”. Tuttavia, nel contesto internazionale, Roma intende perseguire tale obiettivo attuando l’Agenda 2030 e i Sustainable Development Goals (SDGs), riorientando “l’intero sistema produttivo verso uno sviluppo sostenibile” e incentivando “i comportamenti socialmente responsabili di tutti gli attori economici”.

Ulteriore “grande sfida” sottolineata da Conte, in grado di mettere “alla prova la capacità di reazione e la solidarietà della Comunità internazionale”, è “l’epocale fenomeno migratorio”. A tale riguardo, Conte ha annunciato ai delegati dell’ONU e ai leader del mondo di avere come obiettivo “un meccanismo automatico di redistribuzione dei migranti tra vari paesi europei”, il quale “va concretizzandosi”. Tale meccanismo, ha spiegato il premier italiano, consente il “passaggio da una gestione emergenziale del fenomeno migratorio ad una strutturale fondata su un partenariato tra Stati”, il che consente di affermare che “l’Italia non è più sola”. Tuttavia, ha reso noto Conte, “la migrazione ha cause profonde, che rendono necessario associare azioni immediate a una prospettiva e una visione di lungo periodo. È dunque alla rimozione di queste cause profonde che dobbiamo tutti lavorare”.

Il lavoro dell’Italia, “quale membro del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite per il triennio 2019-2021”, inoltre, ha annunciato Conte, è altresì concentrato sulla “promozione dei diritti umani” e sulla “prevenzione dei conflitti”. A tale riguardo, Conte ha rivelato che l’Italia contribuisce “con orgoglio al peacekeeping onusiano, fornendo le nostre migliori Forze e le nostre migliori tecnologie”. In tale ambito, Conte ha dichiarato: “Dobbiamo ricorrere in maniera più sistematica agli strumenti di soluzione pacifica delle controversie che sono a nostra disposizione, a partire dalla mediazione, e coinvolgere in questo sforzo tutti i settori della società, incluse le donne, inclusi i giovani”, soprattutto nel “Mediterraneo allargato”, ha dichiarato Conte, il quale ha altresì aggiunto che “tra le priorità strategiche per l’Italia rientra proprio la stabilizzazione promossa dall’ONU per assicurare condizioni propizie allo sviluppo di una regione cui la nostra sicurezza e prosperità sono strettamente legate”.

In tale contesto, la Libia rappresenta una delle principali sfide per la comunità internazionale, la quale è chiamata ad “agire a sostegno della Missione di Sostegno ONU (UNSMIL) e degli sforzi del Rappresentante Ghassan Salamé” per “rilanciare l’impegno verso una Libia pacificata, unita, indipendente e democratica”. Affinchè ciò si concretizzi, però, occorre raggiungere “un cessate-il-fuoco credibile”, il che è possibile se “tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite si conformino all’obbligo di rispettare ed attuare l’embargo di armi verso la Libia, prevenendo un’ulteriore escalation del conflitto”.

Sfide di grande centralità sono inoltre poste dal continente africano, dove, secondo quanto dichiarato da Conte, l’Italia intende “giocare un ruolo di alto profilo sul piano bilaterale”, come confermato dalle “numerose visite effettuate in Africa negli ultimi mesi”. In tale ambito, ha sottolineato Conte, “la vocazione mediterranea dell’Italia comporta inevitabilmente un forte impegno per far fronte alle crisi del Sahel”. Parallelamente, Conte ha altresì riconosciuto “l’assoluta rilevanza strategica che riveste il Corno d’Africa, dove abbiamo un processo di cambiamento significativo che dobbiamo assecondare ed è importantissimo rimarcare la riconciliazione tra Etiopia ed Eritrea e la nascita di un governo di transizione a guida civile in Sudan”.

Ulteriore area geografica dove “l’Italia intende rilanciare l’azione nazionale ed europea” è rappresentata dalla regione dei “Balcani Occidentali, in linea con il tradizionale ruolo svolto a favore della stabilizzazione di tale regione”.

Un altro tema in merito al quale l’Italia ha chiesto di rilanciare un impegno multilaterale è “il disarmo e la non-proliferazione”. In tale ambito, ha sottolineato Conte, “il Joint Comprehensive Plan of Action con l’Iran continua a rappresentare un elemento chiave dell’architettura globale di non proliferazione” e per tale ragione ha deciso di fare “appello all’Iran affinché ritorni al pieno adempimento dei suoi obblighi ai sensi del JCPoA”, nell’interesse “di tutta la Comunità internazionale”. Nella regione del Golfo, inoltre, ha sottolineato Conte, “è forte il rischio di escalation”, ma è interesse di tutta la comunità internazionale assicurare “la libertà di navigazione, tenendo presenti anche le sue importanti ricadute sull’economia globale”.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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