Iraq e Arabia Saudita: creare un canale con Teheran

Pubblicato il 25 settembre 2019 alle 12:24 in Arabia Saudita Iraq

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Il primo ministro iracheno, Adel Abdul- Mahdi, è partito, il 25 settembre, per l’Arabia Saudita, nell’ambito di una visita annunciata ufficialmente il giorno precedente, il 24 settembre, dall’ufficio del premier. L’obiettivo è “cercare una tregua e aprire una linea di dialogo tra iraniani e sauditi attraverso l’Iraq”.

Si tratta della seconda visita a Riad da parte di Mahdi, da quando ha assunto la carica di primo ministro, nel mese di ottobre 2018. Si prevede che il premier incontrerà il sovrano saudita, Salman bin Abdulaziz, ed il principe ereditario, Mohammad bin Salman, e sarà accompagnato da funzionari della sicurezza e dell’intelligence irachena. Secondo quanto affermato dalla nota dell’ufficio iracheno, l’incontro mira a discutere delle relazioni tra i due Paesi, definiti fraterni, nonché delle situazioni regionali e degli sforzi profusi e da profondere per giungere a una tregua. In particolare, l’Iraq continua ad evidenziare il proprio ruolo positivo nello scenario regionale ed il proprio desiderio di allontanare il pericolo di tensioni e conflitti, con il fine di intraprendere ottime relazioni con i Paesi vicini.  

Come rivelato da una fonte vicina al premier, durante la visita di Mahdi verranno altresì discussi i risultati delle indagini e le prove acquisite dall’Arabia Saudita circa l’attacco del 14 settembre contro le strutture petrolifere della compagnia saudita Aramco. Secondo quanto dichiarato, Riad è ansiosa di sapere cosa potrà offrire la parte irachena.

A tal proposito, il leader del Consiglio islamico supremo, Ahmed al-Hassani, anch’egli vicino al premier iracheno, ha dichiarato che l’Iraq, considerata l’attuale situazione e posizione politica, può svolgere il ruolo di “pacificatore” tra l’Iran e l’Arabia Saudita. Secondo quanto affermato, Baghdad si impegna per allontanare qualsiasi eventuale conflitto nella regione e, pertanto, la visita del premier, si inserisce nel quadro degli sforzi profusi in tal senso.

L’incontro iracheno- saudita ed il tentativo di dialogo tra Riad e Teheran si colloca in uno scenario di tensioni inaspritesi, in particolare, dal 14 settembre scorso. In tale data, un attacco aereo ha colpito due impianti petroliferi della compagnia saudita Aramco, situati nelle province di Abqaiq e Khurais, nell’Est dell’Arabia Saudita. Sebbene i ribelli sciiti Houthi abbiano dichiarato la propria responsabilità, gli Stati Uniti credono che sia l’Iran ad essere tra gli autori dell’attacco. In particolare, vi sarebbero prove che attestano la provenienza dei droni da una base iraniana, situata al confine con l’Iraq.

Non da ultimo, il 23 settembre, Adel Abdul Mahdi, si è recato altresì a Pechino, per incontrare il primo ministro cinese, Li Keqiang. Da parte sua, Mahdi ha affermato che l’Iraq e la Cina stanno vivendo le migliori relazioni bilaterali della loro storia. Il premier iracheno ha sottolineato che la Cina è un Paese che ama la pace e sostiene la cooperazione, aggiungendo che l’Iraq è disposto a lavorare con Pechino per rafforzare i rapporti nei settori del commercio, dell’economia, della costruzione di infrastrutture, dell’energia e della cultura. Dopo i colloqui, Li e Abdul Mahdi hanno firmato una serie di documenti di cooperazione bilaterale in campo economico, tecnologico, finanziario e culturale. 

È del 18 settembre la dichiarazione di Mahdi, in cui il premier ha affermato che l’Iraq sta cercando di intervenire per prevenire la guerra nel Paese e nella regione e che non può essere uno strumento di aggressione contro i propri vicini. “Vogliamo ridurre i problemi in modo positivo, al fine di preservare la sovranità e la stabilità dell’Iraq”, sono state le parole di Mahdi, il quale ha ribadito che Baghdad prova a disinnescare la crisi ed intrattiene ottime relazioni con gli altri Paesi della regione e del mondo, tra cui la Siria e il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC). Il premier ha infine affermato: “Tutti desiderano stabilire ottime relazioni con l’Iraq. Abbiamo forze straniere sul suolo iracheno per combattere l’ISIS e addestrare le nostre forze”.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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