Grecia: 800 sbarchi in 48 ore, governo trasferisce migranti e prepara misura di emergenza

Pubblicato il 25 settembre 2019 alle 6:23 in Grecia Immigrazione

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Sono oltre 800 i migranti che nell’arco di meno 48 ore hanno raggiunto le coste della Grecia.

A renderlo noto è Greek Reporter, il quale ha altresì rivelato i dettagli delle operazioni di sbarco che sono avvenute principalmente nelle isole dell’Egeo.

In particolare, secondo quanto rivelato, dalla mezzanotte alle 16:00 di martedì 24 settembre sono stati circa 485 i migranti che hanno raggiunto le isole greche dell’Egeo.  Del totale dei migranti, nello stesso lasso di tempo, il centro di accoglienza di Moria era riuscito a registrarne 360, di cui oltre 60 erano sbarcati sull’isola di Limnos, 109 a Chio e 16 a Samo.

Il giorno precedente, ovvero lunedì 23 settembre, erano sbarcati sulle isole dell’Egeo altri 347 migranti, di cui 147 a Lesbo, 75 a Chio e 116 a Samo.

In totale, secondo quanto diffuso dal direttorato di polizia del Nord Egeo, in meno di 48 ore erano stati registrati nelle 3 isole 832 nuovi richiedenti asilo.

Al fine di fronteggiare tale picco di sbarchi, il governo ha avviato una nuova operazione di dislocamento dei migranti, i quali vengono da settimane trasferiti dalle isole dell’Egeo all’entroterra ellenico o in centri meno popolati.

In particolare, circa 150 migranti sono stati trasferiti, martedì 24 settembre, dall’isola di Symi ai centri di accoglienza di Kos, nell’Egeo sud-orientale, e Leros, non molto distante da Atene. Secondo quanto riportato dal quotidiano greco Ekathimerini, l’isola di Symi, secondo le stime ufficiali, ha ricevuto circa 1.500 migranti dall’inizio di giugno 2019. Nonostante la maggior parte dei migranti sbarcati a Symi sia stata trasferita ai vicini centri di Lesbo, Samo, Chio, Kos e Leros, sull’isola rimangono circa 300 migranti di cui, secondo quanto reso noto dal sindaco dell’isola, Eleftherios Papakalodoukas, “tra i 50 e i 70 soggiornano presso la stazione di polizia, ma i restanti rimangono fuori e dormono in strada”. Chi non ha trovato accoglienza presso la stazione di polizia, ha reso noto Papakalodoukas, “fa affidamento sulla beneficienza dei residenti e dei locali commerciali, mentre il governo sta valutando di inviare una squadra di medici militari in grado di verificare le condizioni di salute dei migranti”.

Nel frattempo, altri 380 migranti erano stati trasferiti da Samo al centro di accoglienza di Corinto, nell’entroterra della Grecia, dove rimarranno per qualche giorno prima di venire nuovamente dislocati.

Secondo quanto annunciato dal Ministero per la Protezione dei Cittadini, corrispondente al nostro Ministero dell’Interno, inoltre, sono in programma nei prossimi nuovi trasferimenti di migranti.

Il governo di Atene ha altresì annunciato di aver lavorato a un piano di sorveglianza dell’Egeo “da un estremo all’altro”, al fine di disincentivare lo sbarco di migranti nel Paese. In particolare, secondo quanto rivelato, il piano mira a evidenziare la percezione della presenza di forti controlli presso i confini marittimi del Paese. Ma non solo, visto che “il confine terrestre con la Turchia ad Evros sarà serrato al punto tale che nessuno potrà oltrepassarlo”.

Il piano è stato annunciato dopo una riunione di emergenza del governo, il quale era stato convocato straordinariamente sabato 21 e domenica 22 settembre. Nel corso della riunione del 22 settembre hanno partecipato anche il ministro della Difesa, Nikos Panagiotopoulos, il suo viceministro, Alkiviadis Stefanis, il ministro per le politiche di navigazione e delle isole, Yiannis Plakiotakis, e i vertici dell’Esercito, della Marina e della Guardia costiera.

Secondo quanto deciso, il piano prevede l’incremento delle unità di pattugliamento. L’area orientale dell’Egeo riceverà nuove 5 imbarcazioni della Guardia costiera, portando il totale a 50. Le isole di Chio e Lesbo riceveranno 100 ufficiali addizionali della Guardia costiera, mentre il Ministero della Difesa si occuperà di riattivare gli antichi punti di osservazione per monitorare le partenze dalle coste turche. L’esercito, inoltre, fornirà ulteriori navi militari alla guardia costiera.  

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 22 settembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 74.995, di cui 60.137 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909, di cui 640 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 22 settembre 2019, sono giunti 37.840 migranti in Grecia, 21.093 in Spagna, 6.839 in Italia, 4.944 a Cipro e 2.708 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 24%. 

Per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019, nel Paese sono arrivati via mare via mare 9.019 migranti in più rispetto allo scorso anno. In virtù di tali cifre, l’Unione Europea aveva avanzato i propri dubbi in merito alla possibile responsabilità di Ankara dell’aumento degli sbarchi in Grecia, ma la Turchia aveva smentito quanto ipotizzato, fornendo i propri dati, secondo cui nei primi 8 mesi del 2018 i migranti che avevano raggiunto la Grecia dalla Turchia erano stati 30.842, mentre nel 2019 sono stati 29.025.

I centri di accoglienza presenti sulle isole dell’Egeo, inoltre, secondo le stime, sono nel complesso popolati da circa 28.000 migranti, a fronte di una capienza per circa 10.000 persone. Nonostante migliaia di migranti siano stati considerati vulnerabili a causa della loro età o dei problemi di salute, non possono in ogni caso essere trasferiti a causa del sovraffollamento dei centri di accoglienza anche dell’entroterra. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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