Barcellona: manifestazione contro la Guardia Civil dopo l’arresto degli indipendentisti radicali

Pubblicato il 25 settembre 2019 alle 6:30 in Europa Spagna

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Centinaia di persone hanno manifestato presso la sede della Guardia Civil in Travessera de Gràcia a Barcellona per protestare contro il corpo di polizia e richiedono, al grido di “Siamo tutti CDR”, la libertà per i separatisti arrestati la mattina del 23 settembre perché sospettati di programmare attentati tra il 1 ottobre e la sentenza del processo ai leader indipendentisti, prevista per metà mese. 

La procura accusa le nove persone arrestate per reati di terrorismo, ribellione e sedizione. Due dei detenuti sono stati rilasciati poche ore dopo, altri sette saranno ascoltati entro giovedì 26 settembre dal giudice istruttore. Le proteste si sono svolte senza incidenti, segnala la Guardia Urbana di Barcellona. Proteste simili hanno avuto luogo a Sabadell, “sede” del presunto gruppo terrorista. 

Un grande dispositivo dei Mossos d’Esquadra, la polizia locale catalana, ha tenuto i manifestanti lontani dal cancello principale della Guardia Civile e dall’incrocio delle due strade perpendicolari alla caserma. I Comitati di Difesa della Repubblica (CDR), che hanno convocato le manifestazioni di Barcellona e Sabadell, hanno lanciato un messaggio anche ai partiti politici indipendentisti: “Esquerra e PDeCat, la pazienza è finita”.

Il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha lasciato intendere che potrebbe schierare più agenti della Polizia nazionale e della Guardia Civil in Catalogna a ridosso del 1 ottobre, anniversario del referendum indipendentista per la cui organizzazione sono sotto processo i principali leader politici nazionalisti catalani. “È evidente a tutti che potrebbe essere un momento di reazione da parte delle frange più radicali dell’indipendentismo” – ha affermato il ministro.

Da New York dove si trova per prendere parte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente del governo ad interim, Pedro Sánchez , ha espresso la sua “preoccupazione” per ciò che è accaduto, mentre la delegata del governo in Catalogna, Teresa Cunillera, ha inquadrato la manifestazione nella “prevenzione di eventuali atti criminali che potrebbero avere luogo”.

La stampa spagnola rivela intanto dettagli sull’operazione, ancora coperto da segreto istruttorio, il che lascia supporre che vi potrebbero essere altre perquisizioni e arresti. Nell’ultimo anno e mezzo, gli agenti della Guardia Civil dell’unità centrale e dell’unità di informazione  in Catalogna hanno intercettato le conversazioni telefoniche degli indipendenti radicali. Per 18 mesi i nove detenuti sono stati indagati, seguiti, filmati e fotografati con autorizzazione giudiziaria. Il pubblico ministero ha dichiarato in una nota che gli arresti sono serviti a “interrompere” alcuni “progetti terroristici a scopi secessionisti” in fase “già avanzata”.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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