Barcellona: indipendentisti radicali volevano occupare il Parlamento e proclamare la Repubblica

Pubblicato il 25 settembre 2019 alle 10:45 in Europa Spagna

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I servizi di informazione della Guardia Civil spagnola sostengono che i sette indipendentisti radicali catalani arrestati lo scorso lunedì 23 settembre, in compagnia di altre persone che sono ancora sotto inchiesta, intendevano rispondere alla sentenza della Corte suprema al processo sul referendum indipendentista del 2017, prevista per metà ottobre, con un grande colpo ad effetto: avevano pianificato di occupare il Parlamento catalano per giorni, cercare il sostegno popolare e proclamare la Repubblica di Catalogna dall’aula.

Questi piani, affermano le fonti dell’anti-terrorismo spagnolo, sono stati scoperti grazie alle intercettazioni telefoniche dei nove imputati (i sette detenuti che entro giovedì 26 settembre saranno ascoltate dal giudice istruttore e le due persone che sono state rilasciate poco dopo il loro arresto). Tuttavia, il modo in cui i detenuti intendevano introdursi e occupare l’aula parlamentare è un mistero perché i piani, secondo le fonti della Guardia Civil, erano mal elaborati.

Le intercettazioni di questa operazione, ribattezzata “operazione Giuda”, che sono state estese nel corso dell’ultimo anno, sono state anche quelle che hanno rivelato che gli arrestati si consideravano membri delle cosiddette “Squadre di risposta tecnica” (ERT), l’ala più violenta dei Comitati di Difesa della Repubblica (CDR), radicali ma in massima parte pacifici, e che avevano iniziato a testare esplosivi rudimentali in una cava abbandonata al fine di attaccare dal 1 ottobre prossimo, secondo anniversario del referendum sull’indipendenza, illegale per lo stato spagnolo.

In possesso di uno degli arrestati, sono state trovate planimetrie della sede della Guardia civil nella cittadina di Canovelles, presso Barcellona, nonché dati su quelle che le fonti definiscono «infrastrutture critiche». Le strutture di Canovelles, secondo tutte le fonti consultate, sarebbero state il primo obiettivo degli attentati.

L’unità artificieri della Guardia Civil sta analizzando i molti precursori esplosivi trovati martedì 24 settembre nelle dozzine di perquisizioni effettuate, tra cui gran quantità di esplosivo termite già mescolata, un tipo di composizione pirotecnica di alluminio e un ossido di metallo, acido solforico, paraffina, alluminio in polvere, decapante industriale o benzina.

I sette detenuti, che sono stati portati alla sede della Guardia Civil di Tres Cantos a Madrid, non saranno portati davanti al giudice fino a giovedì, quando risponderanno all’interrogatorio del giudice istruttore Manuel García-Castellón per i reati di terrorismo, deposito di esplosivi e ribellione o sedizione.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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