Afghanistan: esplosione nei pressi di un ufficio elettorale del presidente Ghani

Pubblicato il 25 settembre 2019 alle 15:46 in Afghanistan Asia

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Almeno 4 persone, tra cui un giornalista afghano, sono morte in un’esplosione avvenuta nei pressi dell’ufficio per la campagna elettorale del presidente Ashraf Ghani, nella città di Kandahar.

L’esplosione è avvenuta il 24 settembre, intorno alle 8:30, ora locale, ed è stata causata da un ordigno esplosivo improvvisato. Abdul Hamid Hotaki, presentatore della stazione radio Hewad di Kandahar, è tra le vittime, secondo quanto riferito dal capo dell’Hewad Radio and Television Network, Sediqullah Khaliq. Il presentatore si stava recando in una farmacia della zona quando è stato travolto dall’esplosione. L’uomo ha riportato gravi ferite ed è deceduto la mattina del 25 settembre. Altre 3 persone sono decedute nell’attentato e altre 7 sono rimaste ferite.

Secondo Reporter Senza Frontiere (RSF), il 2018 è stato l’anno più letale per i giornalisti afgani dalla caduta del regime talebano, nel 2001. Almeno 15, tra giornalisti e operatori dei media sono morti in una serie di attentati, 9 dei quali si sono verificati in un solo giorno. Secondo i dati del governo, ci sono 96 canali televisivi, 65 stazioni radio e 911 agenzie di stampa a Kabul. Nel resto del Paese esistono ulteriori 107 canali, 284 stazioni radio e 416 agenzie di stampa.

Già il 6 agosto, i talebani avevano avvertito la popolazione afghana di evitare di partecipare agli eventi della campagna elettorale per le elezioni presidenziali, poiché i militanti colpiranno il “falso” processo elettorale. Alle elezioni presidenziali afgane, previste per il 29 settembre parteciperanno 18 candidati, tra cui il presidente in carica, Ashraf Ghani. I talebani hanno riferito che le elezioni presidenziali del 2014 sono state rovinate dall’interferenza degli Stati Uniti, messa in atto dall’ex segretario di Stato USA, John Kerry. Intanto, la volontà del popolo veniva ignorata, hanno sottolineato i talebani. Il gruppo afferma che le elezioni in Afghanistan non saranno legittime finchè persisterà la presenza di forze straniere nel Paese.

Si tratta del secondo attacco contro il presidente Ghani. Almeno 48 persone sono rimaste uccise e più di 40 ferite quando un attentatore su una motocicletta ha preso di mira una manifestazione elettorale del presidente, Ashraf Ghani, il 17 settembre. In un incidente separato, poche ore dopo, si è verificata una seconda esplosione nei pressi della green zone di Kabul, dove si trovano uffici governativi e rappresentanze diplomatiche. Il secondo attentato ha avuto luogo nei pressi del Ministero della Difesa, dell’ambasciata americana e del quartier generale della NATO. I talebani hanno rivendicato la responsabilità di entrambi gli attacchi di martedì 17 settembre

Tale situazione rischia di peggiorare a seguito di una crisi diplomatica in corso. I colloqui di pace tra USA e talebani sono iniziati il 13 ottobre 2018 in Qatar con l’obiettivo di porre fine a 18 anni di guerra in Afghanistan. Tuttavia, nonostante all’inizio di settembre 2019 le due parti fossero molto vicine al raggiungimento di un accordo, i colloqui sono stati bruscamente interrotti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione di tali discussioni, l’8 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato americano, sono state uccise.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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