Yemen: offensiva Houthi contro tribù locali

Pubblicato il 24 settembre 2019 alle 9:07 in Medio Oriente Yemen

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Il gruppo di ribelli sciiti Houthi, attivo in Yemen, ha preso d’assalto, nella giornata del 23 settembre, diverse città e villaggi del distretto di al-Nadira, nel governatorato centrale di Ibb.

Gli scontri hanno interessato, in particolare, uomini armati di tribù locali, causando morti e feriti per entrambe le fazioni. Secondo fonti locali, le milizie Houthi hanno fatto irruzione nei villaggi di al-Agila e Abdalqawi Fadil, oltre ad altre aree di al-Nadira e dell’Est di Ibb. Qui i ribelli sciiti hanno preso d’assalto le abitazioni, colpendole altresì con esplosivi. Una delle tribù prese di mira è quella di al-Fadil, dove sono stati causati 3 morti, tra cui quella dello sceicco Khulan Fadil, considerato uno dei leader locali principali, legato al partito “Congresso del popolo”.

A detta delle fonti locali, al momento, l’area abitata dalla tribù al-Fadil continua a vivere in uno stato di tensione, a seguito della resistenza e controffensiva verso i ribelli Houthi, che hanno ucciso e catturato numerosi membri del gruppo locale. È stato riferito che il gruppo sciita ha altresì saccheggiato e derubato le abitazioni del villaggio e che lo scopo principale dell’offensiva Houthi contro le aree di al-Fadil era arrestare diversi uomini da loro ricercati e confiscare le loro armi. Tale ultima offensiva giunge dopo due giorni di attacchi Houthi verso l’area di Ibb, dove è stata riportata la morte di almeno 4 ribelli e numerosi feriti.

Non da ultimo, le milizie dei ribelli sciiti Houthi hanno continuato, dalla sera del 19 settembre, a violare la tregua posta su Hodeidah, nell’Ovest dello Yemen, con bombardamenti e attacchi rivolti contro le postazioni delle forze congiunte ed i quartieri residenziali. Il 19 settembre, la coalizione saudita-emiratina ha altresì affermato di aver contrastato un attentato terroristico da parte dei ribelli Houthi nel Mar Rosso, che stava per essere condotto attraverso imbarcazioni provenienti proprio da Hodeidah contro navi mercantili.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbu Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Secondo quanto riferito dall’Osservatorio Euromediterraneo, in un solo mese, sono stati 300 i cittadini yemeniti arrestati dai ribelli Houthi, portati poi nelle carceri di Dhamar, al-Huban a Taiz. A tal proposito, è stata espressa grave preoccupazione per la detenzione illegale o la scomparsa forzata di civili yemeniti da parte del gruppo Houthi, ritenendo queste azioni le peggiori di una lunga serie di violazioni dei diritti umani in Yemen. Non da ultimo, è stato evidenziato che circa 3.163 persone sono state sfollate da Aden, oltre a 1.034 famiglie di vari governatorati del Nord, dopo aver perso le proprie case e proprietà.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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