Trump all’Assemblea Generale dell’ONU: agire contro l’Iran è un dovere

Pubblicato il 24 settembre 2019 alle 17:20 in Iran USA e Canada

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Nel discorso tenuto di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invitato le nazioni di tutto il mondo a supportare le sanzioni contro l’Iran e a opporsi alla sua “bramosia di sangue”

“Tutte le nazioni hanno il dovere di agire”, ha dichiarato Trump, il 24 settembre, di fronte ai rappresentati dei principali leader mondiali. “Nessun governo responsabile dovrebbe sovvenzionare la bramosia di sangue dell’Iran. Finché il comportamento minaccioso continuerà, le sanzioni non saranno revocate. Saranno rafforzate”, ha poi aggiunto il presidente USA. Nello stesso discorso, Trump ha anche invitato le nazioni di tutto il mondo ad abbracciare il nazionalismo e rifiutare il globalismo, sostenendo che i leader saggi mettono al primo posto il proprio popolo e il proprio Paese. “Il mondo libero deve abbracciare le sue basi nazionali. Non deve tentare di cancellarle o sostituirle”, ha affermato. “Il futuro non appartiene ai globalisti, il futuro appartiene ai patrioti”, ha poi aggiunto. 

La “questione iraniana” è sicuramente un argomento centrale di questa sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nella sera del 23 settembre, il presidente francese, Emmanuel Macron, il primo ministro britannico, Boris Johnson, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, a margine della prima riunione dell’Assemblea Generale, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si afferma che l’Iran è responsabile dell’attacco in Arabia Saudita del 14 settembre, in quanto “non vi è altra spiegazione”. “È giunto il momento per l’Iran di accettare un quadro di negoziati a lungo termine riguardanti il proprio programma nucleare e le questioni di sicurezza regionale, compresi i suoi programmi missilistici” è stato affermato dalle parti europee, le quali hanno altresì evidenziato la necessità, per l’Iran, di astenersi da un’ulteriore escalation e di impegnarsi a profondere sforzi diplomatici.

Per il presidente iraniano, Hassan Rouhani, tali accuse sono prive di fondamento, mentre il ministro degli Esteri, Mohammad Javad Zarif, ha sottolineato che da parte iraniana non vi sarà alcun nuovo accordo, prima del pieno adempimento al patto precedente, con riferimento all’accordo sul nucleare del 2015. La dichiarazione di Zarif giunge in risposta all’invito dei tre Paesi europei rivolto a Teheran per negoziati a lungo termine sui propri programmi missilistici e nucleari e sulla propria influenza a livello regionale. Brian Hook, il principale consigliere sull’Iran del presidente USA, Donald Trump, ha espresso frustrazione per la presunta “mancanza di azione” della comunità internazionale contro L’Iran. Hook ha affermato che l’Iran si cela dietro gli attacchi in Arabia Saudita, citando fonti di “intelligence e analisi open source”, che non sono state specificate. “Gli attacchi sono stati più complessi, di dimensioni maggiori e più precisi di qualsiasi cosa gli Houthi siano in grado di eseguire”, ha aggiunto, riferendo che “accettare la versione iraniana degli eventi mina la sicurezza internazionale”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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