Niger: rinnovato accordo militare con la Russia

Pubblicato il 24 settembre 2019 alle 16:01 in Niger Russia

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Il Niger firmerà un contratto per l’acquisto di elicotteri di fabbricazione russa da finalizzarsi entro ottobre. È quanto ha riferito il ministro degli Esteri nigerino, Kalla Ankourao, specificando che i velivoli saranno utilizzati per rafforzare la sicurezza interna del Paese e combattere la minaccia di Boko Haram sul fronte orientale, quella dei terroristi islamisti nella vicina Libia e quella dei jihadisti del Mali sul confine occidentale. “A ottobre firmeremo un contratto per la fornitura di elicotteri russi”, ha dichiarato il ministro.

Secondo quanto reso noto da Ankourao, più di 100 cadetti nigerini stanno completando i loro studi nelle accademie militari russe e lavoreranno con team di esperti provenienti da Mosca una volta tornati nel loro Paese. Al momento, il Niger possiede già elicotteri russi del tipo Mi-24 e Mi-17. Il primo accordo militare tra i due Paesi era stato firmato nel 2017, quindi il futuro trattato estenderà la collaborazione nel campo della difesa per altri 2 anni.

“Nel campo militare, che probabilmente è quello più importante, abbiamo firmato un accordo 2 anni fa e sulla base di questo accordo abbiamo acquisito equipaggiamento militare russo, elicotteri e armi. Abbiamo iniziato con piccoli contratti ma ogni due anni aumenteremo, quindi sarà un contratto imponente”, ha detto il ministro Ankourao.

Gli accordi militari con il Niger inseriscono la Russia in un’area di grande interesse strategico nel continente africano. Nel Paese sono presenti anche truppe tedesche e americane, oltre a militari francesi operativi in Niger già da diverso tempo. Anche l’Italia ha cercato di inviare una missione nel Paese ma per ora è presente solo un contingente preliminare.

Nel corso dello scorso ottobre, le truppe americane in Niger hanno subito due attacchi terroristici. Il primo si è verificato il 4 ottobre, presso un’area rurale a 200 km da Niamey, nel villaggio di Tongo Tongo, dove sono morti 4 Berretti Verdi, i soldati delle forze speciali americane, mentre altri 2 sono rimasti feriti. Il secondo è accaduto il 23 ottobre, sempre in un’area rurale intorno alla capitale nigerina, dove sono morti altri 4 soldati americani. Il giorno seguente, il Pentagono ha reso noto che, a suo avviso, anche le imboscate erano state condotte dai militanti dell’ISIS.

Il 5 marzo, gli ufficiali militari e dell’intelligence americana hanno reso noto di essere convinti che i militanti dell’ISIS che hanno teso un’imboscata alle truppe statunitensi in Niger siano scappati attraverso i confini con il Mali dove, a loro avviso, si trovano tutt’ora. Secondo quanto riporta la CNN, al momento, gli USA stanno collaborando con l’esercito e l’intelligence francese presenti in Mali per individuare la loro precisa posizione, in modo da colpire i terroristi.

Lo US Africa Command, la missione americana in Africa, sostiene che il Niger sia un partner importante per gli Stati Uniti, in quanto i due eserciti nazionali collaborano per contenere la minaccia terroristica nell’Africa occidentale e nella regione del Sahel. Sono circa 800 i membri del personale militare americano presenti nel Paese africano. Tra questi vi sono diversi ufficiali delle forze speciali, il corpo diplomatico presente all’ambasciata americana di Niamey e soldati che assistono e conducono la costruzione della base aerea 201 a Agadez.

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Chiara Gentili

di Redazione

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