Mosca ratifica l’Accordo di Parigi sul Clima

Pubblicato il 24 settembre 2019 alle 8:35 in Russia

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Il Primo Ministro della Federazione russa Dmitrij Medvedev ha firmato il decreto del governo con il quale la Russia adotta l’Accordo di Parigi sul clima.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso Medvedev al termine del Consiglio dei Ministri, l’economia russa deve svilupparsi con l’introduzione di tecnologie a basse emissioni di carbonio e altre “tecnologie verdi”. Il capo del governo russo ha spiegato che, tuttavia, ciò richiederà investimenti significativi da parte dello stato e impegni importanti del settore privato, dal momento che attualmente in Russia non ci sono molti settori economici che operano con tecnologie verdi e pochissimi produttori delle stesse.

Il primo accordo globale sul clima venne firmato a Parigi nel 2015 da 194 paesi, tra cui la Russia. Questo accordo definisce un piano d’azione globale per frenare il riscaldamento globale. Tra i paesi firmatari, tuttavia, solo una minoranza lo ha ratificato e ancora meno paesi hanno già attuato misure previste dall’accordo.

Tra i paesi più rispettosi del patto vi sono i membri dell’Unione Europea ed ora ha spiegato Medvedev, quando il decreto avrà attuazione effettiva, anche la Russia.

L’Accordo di Parigi prevede la riduzione dell’aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2°C e l’impegno compiere sforzi per non superare un aumento di 1,5°C, il che dovrebbe essere sufficiente a ridurre significativamente i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici; il miglioramento della capacità di adattamento agli effetti negativi dei cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra; lo sblocco di finanziamenti rivolti allo sviluppo di tecnologie a basse emissioni di gas serra e a basso impatto ecologico.

Il testo dell’accordo afferma che la realizzazione di tutte le misure necessarie a raggiungere gli obiettivi è interamente a carico dei Governi nazionali, ragion per cui Dmitrij Medvedev lo ha definito “più elastico” del protocollo di Kyoto, precedentemente in vigore nel settore.

Il vice primo ministro Aleksej Gordeev aveva osservato durante l’incontro che la Russia è uno dei pochi paesi che ha superato gli obblighi previsti dal protocollo di Kyoto. “Ad essere onesti, questo è stato, tra l’altro, dovuto al calo del volume della nostra produzione industriale e alle dimensioni complessive dell’economia, anche se abbiamo rispettato davvero tutto” – ha detto Medvedev in risposta.

L’accordo intende essere una svolta verso un modello di sviluppo economico a basse emissioni di carbonio basato sul progressivo abbandono delle tecnologie tradizionali per l’estrazione, la lavorazione e l’uso delle risorse fossili (principalmente materie prime a base di idrocarburi) a favore delle tecnologie verdi e rinnovabili. La ratifica da parte della Russia, che proprio sull’industria degli idrocarburi basa una parte importantissima della propria economia, risulta particolarmente importante.

L’approvazione dell’accordo di Parigi è stata oggetto di dure polemiche tra politici e analisti russi. In un’editoriale sull’agenzia di stampa Ria Novosti, l’analista russo Ivan Danilov definisce l’accordo primo passo verso un nuovo accordo più radicale, frutto del “populismo verde” che “scuote l’occidente, i cui sostenitori se arrivassero al potere in Europa o a Washington “non tarderebbero a varare sanzioni ambientali contro Russia, Cina e India”.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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