Migranti, Conte: “Intesa di Malta? Una svolta”, intanto Ocean Viking sbarca a Messina

Pubblicato il 24 settembre 2019 alle 20:00 in Immigrazione Italia

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Il premier italiano, Giuseppe Conte, ha dichiarato che l’accordo in materia di immigrazione siglato a Malta, lunedì 23 settembre, tra i ministri dell’Interno di Italia, Malta, Francia, Germania e Finlandia rappresenta “una svolta”.

Le parole di Conte, rilasciate all’ANSA da New York, dove il premier si trova per partecipare alla 74esima sessione plenaria dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, fa riferimento all’intesa siglata dai 5 omologhi in merito all’elaborazione di un sistema automatico di redistribuzione dei migranti salvati in mare. Tale sistema intende porre fine alle prolungate trattative tra Stati che hanno causato il blocco, talvolta per settimane, di imbarcazioni con a bordo centinaia di persone in cerca di asilo.

Nello specifico, secondo quanto annunciato al termine dell’incontro dal ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, nel corso del summit a Malta i leader presenti hanno concordato su 4 punti principali.

Il primo sancisce l’obbligatorietà della redistribuzione dei migranti, la quale funzionerà con un meccanismo di ripartizione delle quote stabilite dai singoli Paesi che decideranno di sottoscrivere l’accordo. Il secondo punto prevede l’impiego di “tempi rapidi”, ovvero circa 4 settimane, per i ricollocamenti e la redistribuzione sia di chi ha ottenuto lo status di rifugiato, sia della totalità dei richiedenti asilo. In terzo luogo, una volta definita la quota da ridistribuire, i migranti verranno direttamente registrati nel Paese di destinazione, che ne curerà anche i rimpatri, e non più in quello di primo approdo. Secondo quanto sottolineato dal ministro italiano, infine, l’accordo, che verrà ora presentato agli altri Paesi dell’UE, stabilisce anche “la rotazione volontaria dei porti di sbarco, non solo quando quelli di Italia e Malta sono saturi”, il che rappresenta, ha dichiarato Lamorgese, “un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea”.

Tale accordo, ha commentato Conte, martedì 24 settembre, “non rappresenta la soluzione definitiva, ma sicuramente è un grande passo in avanti”. Nello specifico, l’intesa afferma “sicuramente dei principi che sono positivi” per l’Italia, e soprattutto “si sta affermando il principio che non può l’Italia essere l’unico primo punto di approdo” ma “vi deve essere una rotazione” dei porti. Ulteriore pregio dell’accordo di Malta, secondo quanto spiegato dal premier, il fatto che l’intesa “riguardi tutti i richiedenti asilo, dunque chiunque”.

Ciò che rimane da vedere, però, ha annunciato il premier italiano, è ora “quanti Paesi parteciperanno” in questo “meccanismo automatico di redistribuzione” e, parallelamente, “vi sarà da lavorare sui rimpatri”.

Mentre Conte rilasciava tali dichiarazioni da New York, sbarcavano a Messina le 182 persone salvate in mare dalla Ocean Viking, nave di proprietà della ONG francese SOS Mediterraneee e Medici Senza Frontiere.

La Ocean Viking aveva tratto in salvo i migranti nel corso di 3 distinte operazioni. I primi 43 migranti erano stati salvati il 17 settembre a circa 53 miglia nautiche dalle coste della Libia, dove si trovava una barca di legno in difficoltà. Tra i migranti salvati, secondo quanto reso noto dall’equipaggio, vi erano uomini, donne, bambini piccoli e un neonato. Successivamente, nel corso della stessa giornata, la Ocean Viking aveva individuato un gommone in situazione di emergenza, a bordo del quale vi erano altri 63 migranti, molti dei quali, una volta tratti in salvo, sono stati soccorsi per aver inalato del carburante. Nel corso di una terza operazione, avvenuta il 18 settembre a circa 29 miglia nautiche dalle coste libiche, infine, l’equipaggio aveva salvato 73 migranti in mare.

Dopo aver tratto in salvo i migranti, l’equipaggio aveva richiesto un porto sicuro dove poter condurre le operazioni di sbarco. Dopo poche ore, le autorità libiche avevano risposto alla richiesta della ONG, indicando il porto di Khoms, in Libia, quale luogo dove procedere con lo sbarco dei migranti. La ONG, tuttavia, aveva dichiarato che la “Libia non è un posto sicuro dove stare”, motivo per cui “la Ocean Viking ha richiesto un’alternativa”. Secondo quanto annunciato dalla ONG, il 24 settembre, a una settimana esatta dalla prima operazione, secondo quanto annunciato dalla ONG, il Centro di Coordinamento per il Soccorso marittimo di Roma aveva indicato, su autorizzazione del Viminale, all’equipaggio di recarsi presso il porto di Messina per procedere con le operazioni di sbarco.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 22 settembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 74.995, di cui 60.137 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909, di cui 640 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 22 settembre 2019, sono giunti 37.840 migranti in Grecia, 21.093 in Spagna, 6.839 in Italia, 4.944 a Cipro e 2.708 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 24%. 

Per quanto concerne gli arrivi in Italia, il Dipartimento per la Pubblica Sicurezza del Viminale rende noto che dall’1 gennaio al 24 settembre 2019 sono sbarcati in Italia  6.851 migranti che, se paragonati alle cifre dello stesso periodo dell’anno precedente, rappresentano il 67,41% in meno. Coloro che sbarcano in Italia provengono principalmente dalla Tunisia, dal Pakistan, dalla Costa d’Avorio, dall’Algeria, dall’Iraq, dal Sudan, dal Bangladesh, dall’Iran, dalla Guinea e dal Marocco. 

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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