Hong Kong: Carrie Lam assicura il controllo del governo sugli agenti di polizia

Pubblicato il 24 settembre 2019 alle 9:06 in Asia Hong Kong

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La leader del governo di Hong Kong, Carrie Lam, ha dichiarato che c’è ancora una “lunga strada” prima della fine delle divisioni, ma ha aggiunto che le forze di polizia, accusate di violenze da parte dei manifestanti, sono sotto continuo controllo.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate martedì 24 settembre, dal governo supportato da Pechino della città semi-autonoma. Il capo dell’esecutivo ha poi sottolineato che è “piuttosto sorprendente” che non ci siano stati morti durante le manifestazioni degli ultimi mesi e ha fatto appello al dialogo per risolvere la crisi politica in atto. Una delle questioni su cui le piazze si sono particolarmente soffermate, ad Hong Kong, è quella della violenza da parte delle forze dell’ordine. La polizia ha smentito più volte tali accuse, ma l’associazione per la tutela dei diritti umani, Amnesty International, continua a fare appello al governo per lanciare indagini a tale riguardo.     

“Le prove lasciano poco spazio ai dubbi: in un’apparente desiderio di ritorsione, le forze di sicurezza di Hong Kong si sono impegnate in una serie inquietante di tattiche sconsiderate e illegali contro le persone durante le proteste”, ha dichiarato Nicholas Bequelin, direttore di Amnesty International per l’Asia orientale. “Ciò ha incluso arresti arbitrari e violenze contro le persone arrestate che si trovavano in custodia, alcune delle quali sono state torturate”, ha aggiunto. In un caso, la polizia ha proiettato laser verdi negli occhi dei detenuti, ha riferito Amnesty, impiegando una tattica precedentemente usata dai manifestanti contro la polizia. In risposta alle denunce dell’organizzazione, la polizia ha dichiarato di aver rispettato la “privacy, la dignità e i diritti” delle persone in custodia, come prescritto dalla legge, consentendo il trasporto dei detenuti negli ospedali e la comunicazione con gli avvocati e le loro famiglie. “La forza utilizzata dalla polizia deve essere quella minima necessaria per raggiungere uno scopo legittimo”, ha affermato la polizia in una dichiarazione.

Il sovrintendente capo della polizia, Vasco Williams, lunedì 23 settembre, ha parlato di un video, che è circolato a lungo su internet, in cui si vede un agente che prende a calci un manifestante sdraiato a terra. Il sovraintendente ha riferito che il poliziotto starebbe, in realtà, prendendo a calci “un oggetto giallo” e non una persona. L’uomo ha poi aperto alla possibilità di investigare ulteriormente tali fatti, ma ha aggiunto che, in alcuni casi, può essersi trattato di “cattive pratiche” da parte degli agenti, ma in altri casi i filmati incriminati sono stati “manipolati”. A tale riguardo, Carrie Lam ha sottolineato il suo supporto alla polizia nella salvaguardia dello Stato di Diritto, ma ha aggiunto che non avrebbe “giustificato alcune tipo di irregolarità o cattiva pratica messa in atto dalle forze di polizia”. “So che il livello di fiducia reciproca è relativamente basso ad Hong Kong, ma devo assicurarmi che possiamo continuare ad operare come in una società civile”, ha dichiarato ai giornalisti.

Le parole di Carrie Lam arrivano dopo che Amnesty International ha fatto appello a un’indagine diretta sulle azioni della polizia ad Hong Kong e ha chiesto al governo della città di incoraggiare Pechino a tutelare i diritti dei manifestanti. “Ordinare un’indagine indipendente e efficace riguardo le azioni della polizia sarebbe un primo passo vitale”, ha riferito Joshua Rosenzweig, capo dell’ufficio regionale asiatico di Amnesty International. “Le autorità devono mostrare di voler tutelare i diritti umani ad Hong Kong, anche se queste misure dovessero andare oltre la ‘linea rossa’ definita da Pechino”. Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e, dopo pochi mesi, si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate sempre più frequenti e i leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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