Etiopia: arrestati jihadisti che pianificavano attentati contro hotel

Pubblicato il 24 settembre 2019 alle 12:18 in Africa Etiopia

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Ufficiali etiopi hanno riferito che alcuni militanti jihadisti appartenenti allo Stato Islamico o all’organizzazione somala di al-Shabaab, arrestati dalle forze di sicurezza di Addis Abeba, stavano pianificando attentati contro diversi obiettivi nel Paese, inclusi alberghi e luoghi religiosi. I Servizi di Intelligence nazionale (NISS) hanno dichiarato che alcuni membri islamisti stavano scattando foto ai potenziali target di attacco nel momento in cui sono stati catturati. “Il gruppo si stava preparando ad attaccare hotel, aree pubbliche e luoghi destinate a celebrazioni religiose nella città di Addis Abeba”, ha reso noto il NISS con una dichiarazione ufficiale. L’intelligence etiope si è coordinata con quella del vicino Gibuti per effettuare l’individuazione e l’arresto dei sospettati, incluso il leader della cellula, Muhammed Abdulahi. Altre operazioni sono avvenute nella regione di Oromia e in quella dei Somali, dove sono stati bloccati e messi in detenzione diversi militanti, il cui numero esatto non è stato ancora rivelato dalle autorità.

Il vice-capo dell’esercito etiope, Berhanu Jula, aveva riferito, il 16 settembre, che le forze di sicurezza erano in possesso di prove certe sul fatto che alcuni membri del gruppo estremista dello Stato Islamico stessero “reclutando, addestrando e armando diversi cittadini etiopi”. L’uomo aveva poi chiarito che altri militanti sono tuttora a piede libero e si trovano sotto il mirino degli agenti.

Lo Stato Islamico ha tentato più volte in passato di stabilire una propria base in Etiopia ma finora ha avuto scarso successo. L’esercito è all’erta soprattutto al confine con la Somalia, dove le incursioni dei militanti dell’organizzazione somala di al-Shabaab mettono ripetutamente a rischio la sicurezza dell’Etiopia.

Secondo quanto si evince dal Country Report on Terrorism del governo americano, nel corso degli anni recenti, il governo di Addis Abeba si è concentrato con forza nella lotta contro i jihadisti di al-Shabaab. L’Etiopia collabora a stretto contatto con gli Stati Uniti su una serie di questioni di sicurezza regionale. La polizia federale etiope (EFP) ha richiesto la firma di un Memorandum of Understanding sulla condivisione delle informazioni e sul crimine transnazionale dell’ISIS all’FBI. Nel maggio 2016, il governo etiope ha denunciato la branca dell’ISIS in Libia, in seguito alla pubblicazione di un video dei terroristi in cui venivano decapitati 16 migranti etiopi. L’episodio è stato il secondo in cui cittadini dell’Etiopia sono stati uccisi dai jihadisti in Libia. Il primo era avvenuto nell’aprile 2015, quando l’ISIS aveva assassinato 30 etiopi cristiani nel Paese nordafricano.

La National Intelligence and Security Service (NISS), l’autorità di intelligence nazionale, ha il compito di svolgere indagini criminali ed è responsabile della gestione delle operazioni antiterrorismo, in coordinazione con l’Ethiopian National Defense Forces (ENDF) e la polizia federale (EFP). Questi due corpi, insieme al NISS, costituiscono la Task Force antiterrorismo dell’Etiopia, un comitato a livello federale che coordina tutti gli sforzi per limitare e contrastare la minaccia terroristica nel Paese del Corno d’Africa. Il NISS facilità altresì la collaborazione con gli Stati Uniti.

Da quando è salito alla guida dello Stato africano, il 2 aprile scorso, il premier Abiy Ahmed ha avviato un cambiamento radicale non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello politico e sociale. Uno dei maggiori risultati finora ottenuti è stata la firma dell’accordo di pace con l’Eritrea, il 9 luglio, con cui I due Paesi vicini hanno sancito fine dello stato di guerra, in corso dal maggio 1998. Ahmed ha altresì intrattenuto colloqui di pace con diversi gruppi di ribelli, tra cui l’Oromo Liberation front (OLF), il Patriotic Ginbot (PG7), l’Ogaden National Liberation Front (ONLF) e il Tigray People’s Democratic Movement. Ciononostante, il 22 giugno si è verificato un tentativo di golpe a Bahir Dar, capitale regionale dello Stato Amhara, successivamente fallito. I cospiratori avevano intenzione di rovesciare Ambachew Mekonnen, capo del governo regionale di Amhara, situato a Nord della capitale. Mekonnen, così come il suo consigliere e il Capo di Stato maggiore dell’esercito, sono rimasti uccisi nel corso del tentato golpe. Il 24 giugno, le autorità dell’Etiopia hanno dichiarato di aver ucciso il leader del colpo di Stato fallito. Si tratta del generale Asamnew Tsige. Tali eventi mettono in evidenza quanto ancora siano forti e durature le instabilità in alcune parti del Paese africano, nonostante l’operato del riformista Abiy.

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Chiara Gentili

di Redazione

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