Esecuzioni extragiudiziali in Messico: indaga l’ONU

Pubblicato il 24 settembre 2019 alle 8:57 in America Latina Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Alto commissariato delle nazioni unite per i Diritti Umani sta indagando sul caso di otto esecuzioni extragiudiziali nello stato di Tamaulipas, nel nord-est del Messico. I rappresentanti dell’ONU incontreranno a partire da oggi i testimoni dell’accaduto, e in particolare Cassandra Treviño, figlia di Severiano, ucciso assieme ad altre sette persone a casa sua, in quello che la polizia dello stato definì come uno scontro con i narcotrafficanti del Cartello del Nord-Est e che invece secondo la magistratura messicana fu un’esecuzione successivamente presentata come scontro con i narcos grazie a prove false. 

Un camion blindato, otto cadaveri e 15 armi ad alto potenziale bellico: queste erano le prove che la polizia di Tamaulipas aveva presentato lo scorso 5 settembre come “trofei di guerra” dopo aver denunciato uno scontro a Nuevo Laredo con membri del Cartello nord-orientale. Cinque uomini e tre donne erano rimasti uccisi in uno scontro a fuoco senza nessun ferito. Una settimana dopo gli eventi, il comitato per i  diritti umani del comune di Nuevo Laredo ha presentato una serie di test per dimostrare che tutto era stato un montaggio da parte degli agenti di polizia. L’organizzazione accusa le forze di sicurezza di aver arrestato illegalmente le otto persone, di averle assassinate in una casa e di averle successivamente collocate lì con armi e altre prove false per far sì che venissero scambiati per narcotrafficanti. La denuncia ha costretto la Procura generale messicana ad aprire un’indagine mercoledì 11 settembre per determinare l’accaduto. Senza fornire numeri specifici, il governo di Tamaulipas ha annunciato giovedì 12 la sospensione degli agenti di polizia coinvolti nell’episodio.  Due settimane dopo è stato coinvolto nelle indagini l’Alto commissariato dell’ONU.

Fondamentale, per smascherare gli agenti, la testimonianza di Ramón Rodríguez, conducente del carro attrezzi che ha trasportato sul presunto luogo dello scontro un camion blindato nero su richiesta di alcuni poliziotti. Almeno tre furgoni della polizia di stato e dell’esercito hanno scortato Rodríguez fino alla destinazione finale, la casa di Treviño. Il corteo è stato registrato da numerose telecamere di sicurezza di banche e attività commerciali della zona, video che sono stati raccolti e utilizzati come prova dal Comitato per i diritti umani di Nuevo Laredo.

Nuevo Laredo è tra i principali punti di transito alla frontiera tra Messico e Stati Uniti: il Río Grande la separa da Laredo, Texas, con cui forma un unico agglomerato urbano. Proprio per questa sua peculierità è una delle città del paese con maggior dispiegamento di forze di sicurezza.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.