Vertice tripartito Egitto, Giordania, Iraq: solidarietà per la sicurezza del Golfo

Pubblicato il 23 settembre 2019 alle 11:51 in Egitto Giordania Iraq

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New York ha ospitato, nella sera di domenica 22 settembre, un vertice tripartito tra i presidenti di Egitto, Abdel Fattah al-Sisi, Giordania, il re Abdullah al-Thani e Iraq, Barham Salih.

I tre capi di Stato hanno innanzitutto espresso la propria solidarietà verso l’Arabia Saudita, colpita da attacchi contro due infrastrutture petrolifere, il 14 settembre scorso. A tal proposito, è stata evidenziata la necessità di preservare la sicurezza della regione del Golfo, garantendone altresì la libertà di navigazione, un pilastro per la stabilità anche a livello regionale ed internazionale.

Inoltre, i leader si sono detti concordi sul continuare le consultazioni e gli incontri su base regolare, oltre a coordinarsi per migliorare la sicurezza nazionale araba e per affrontare tutte le sfide che la regione deve affrontare. In tale quadro, Giordania, Egitto ed Iraq hanno affermato la propria volontà di rafforzare la cooperazione anche in ambito politico, economico, commerciale, culturale e nel campo degli investimenti, sulla base di partenariati efficienti che riguardino sia il settore pubblico sia privato.

Non da ultimo, i tre presidenti hanno riesaminato gli sviluppi del percorso politico trilaterale, lanciato con il vertice del 24 marzo scorso, oltre ai risultati emersi dagli incontri settoriali organizzati negli ultimi sei mesi e alle modalità per rafforzare il coordinamento strategico in ambito sia politico sia economico. Per Il Cairo, Amman e Baghdad, risulta altresì rilevante dare priorità alla cooperazione in ambiti specifici, tra cui investimenti, commercio, infrastrutture ed edilizia, cui si aggiunge la necessità di incrementare la sicurezza della regione araba.

Un’altra questione toccata nel corso del vertice tripartito è stata il conflitto arabo- israeliano, considerato una questione “centrale” per il mondo arabo. A tal proposito, è stata sottolineata la necessità di giungere ad una soluzione politica inclusiva, in cui il popolo palestinese possa godere dei propri diritti legittimi, ed in particolare del diritto di istituire uno Stato indipendente, con Gerusalemme Est come capitale, sulla base delle decisioni legittime internazionali e l’iniziativa di pace araba.

I leader hanno sottolineato che la soluzione del conflitto arabo-israeliano è l’unica strada per raggiungere una pace globale e duratura nella regione, e hanno evidenziato la necessità della mobilitazione da parte della comunità internazionale. Quest’ultima, a detta dei tre presidenti, dovrà fermare la costruzione e l’espansione di insediamenti illegali, tutte le misure unilaterali volte a cambiare la situazione storica e legale a Gerusalemme, e l’annessione di qualsiasi area dei territori palestinesi occupati. Ciò, secondo quanto affermato, rappresenta una condizione necessaria per il ripristino della stabilità nella regione.

Nel corso dell’incontro, Giordania, Egitto e Iraq hanno poi messo in evidenza i risultati raggiunti nella lotta al terrorismo e la necessità di frenare tutte le organizzazioni terroristiche esistenti, ponendo altresì fine al sostegno politico, finanziario e mediatico ad esse offerto. In tale contesto, le parti si sono dette concordi nel sostenere gli sforzi profusi dall’Iraq in seguito alla riconquista delle aree in mano a cellule terroristiche, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione del Paese ed il ritorno degli sfollati nelle zone liberate dalla morsa dello Stato Islamico.

Infine, i tre capi di Stato hanno esortato tutte la parti coinvolte ad impegnarsi in una soluzione politica inclusiva, anche per le altre crisi della regione, in particolare in Siria, Libia e Yemen, ai sensi delle relative decisioni del Consiglio di Sicurezza, in modo da preservare l’unità, l’indipendenza e l’integrità territoriale di tali Paesi. In questo modo, secondo le tre parti, sarà possibile preservare la sicurezza del mondo arabo ed affrontare gli eventi e le ingerenze esterne che la destabilizzano.

Tra gli ultimi eventi riguardanti il Golfo, gli Stati Uniti hanno proposto di costituire una missione navale nella regione, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dell’area e soprattutto dello Stretto di Hormuz. Per gli USA, tale coalizione rappresenterà altresì un modo per affrontare la minaccia iraniana in un’area strategica. Sia il Regno Unito che Israele hanno reso noto la loro partecipazione.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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