Spagna: arrestati nove indipendentisti radicali

Pubblicato il 23 settembre 2019 alle 15:43 in Europa Spagna

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La Guardia Civil ha arrestato nove persone in Catalogna in un’operazione contro un gruppo di indipendentisti radicali, collegati ai Comitati di difesa della Repubblica (CDR), a cui sono attribuiti crimini di terrorismo, ribellione e possesso di esplosivi, e che, secondo una dichiarazione della Procura, prevedevano di compiere azioni violente tra l’anniversario del referendum indipendentista del 1 ottobre e l’annuncio della sentenza del processo ai leader politici catalani accusati di reati collegati allo stesso referendum indipendentista, sentenza prevista per la prima metà di ottobre.

L’operazione, nata da un’ordinanza del giudice Manuel García Castellón, del Tribunale centrale di istruzione n. 6 del Tribunale nazionale di Barcellona, in coordinamento con l’Ufficio del Procuratore e della Guardia civile, è stata lanciata contemporaneamente a Barcellona e in diverse località vicine, alle prime ore di lunedì 23 settembre.

Due persone sono state arrestate a Cabo a Mollet del Vallès e a Sabadell, comuni in cui anche la Guardia civile ha effettuato perquisizioni in diversi locali Altri arresti sono avvenuti a Cerdanyola del Vallès, a Santa Perpètua de Mogoda e a Sant Pere de Torelló, secondo quanto ha riferito l’inviata di Radio Televisión Española Marta Ribas.

Nell’operazione sono stati effettuate perquisizioni in dieci edifici, in cui la Guardia Civil ha sequestrato documentazione, materiale informatico, nonché materiale e sostanze considerati precursori di esplosivi in grande quantità, in grado di essere utilizzati nella fabbricazione di manufatti contro bersagli selezionati dal gruppo, composto da militanti dei CDR, come ha specificato dal Procuratore della Corte Nazionale. 

La procura, che nella sua dichiarazione si riferisce ai detenuti come a un “gruppo terroristico”, precisa che l’obiettivo di questa operazione è quello di raccogliere prove che “evidenzino” il “grado avanzato di preparazione dei loro progetti terroristici a scopi secessionisti” e che questo lunedì si è proceduto agli arresti per “interrompere il progetto che avrebbe potuto causare danni irreparabili a  causa dello stato di avanzamento dei preparativi”. 

L’indagine giudiziaria, avviata più di un anno fa per presunti reati di terrorismo, è sotto segreto istruttorio e rimane aperta, per cui non si escludono nuovi arresti. Gli arrestati testimonieranno presso il Tribunale nazionale nei prossimi giorni. 

Durante una delle ricerche in corso questo lunedì, affidata ai Mossos d’Esquadra, la polizia locale catalana, in Plaza Mayor Marcet, a Sabadell, diverse decine di cittadini si sono riuniti al grido di “indipendenza”. I CDR, nati come Comitati di Difesa del Referendum per garantire l’organizzazione del referendum indipendentista del 1 ottobre 2017 e poi trasformatisi in Comitati di Difesa della Repubblica, hanno convocato, tramite Twitter, una manifestazione, sempre a Sabadell, per chiedere la libertà dei detenuti.

I gruppi parlamentari di Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC) e Junts per Catalunya (JxCat) hanno chiesto che il ministro degli Interni, Fernando Grande-Marlaska, si presenti in parlamento per fornire spiegazioni per gli arresti dei nove indipendentisti legati ai CDR.

Entrambe le formazioni indipendentiste hanno chiesto congiuntamente che Grande-Marlaska spieghi alla Commissione Internui del Congresso le ragioni dell’arresto  di “persone indipendentiste accusate di terrorismo”.

Nel frattempo, il  presidente della Generalitat catalana, Quim Torra, ha reagito su Twitter all’operazione della Guardia Civil,  accusando lo Stato di “cercare di ricostruire una storia di violenza” prima della sentenza del processo ai leader indipendentisti. 

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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