OSCE: Balcani ed Europa dell’Est insieme nell’anticorruzione

Pubblicato il 23 settembre 2019 alle 17:53 in Balcani Europa Ucraina

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I Paesi della regione balcanica, insieme all’Ucraina e alla Moldavia, hanno preso parte all’iniziativa regionale anticorruzione dell’OSCE finalizzata alla verifica interna degli Enti di controllo delle frontiere e delle agenzie di polizia nazionali.

L’evento di lancio, che si è tenuto a Vienna il 19 e 20 settembre, è stato organizzato dal Dipartimento per le minacce transfrontaliere e dall’Ufficio del coordinatore per le attività economiche ed ambientali dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e ha beneficiato altresì del contributo economico del governo americano.

Secondo quanto reso noto dal comunicato rilasciato dall’OSCE, lunedì 23 settembre, il summit, dalla durata di 2 giorni, è stato finalizzato al lancio e alla pianificazione delle attività del gruppo di lavoro che ha preso parte all’iniziativa regionale anticorruzione, in inglese Regional Anti-corruption Platform (ACP).

L’evento ha visto convergere gli oltre 40 neonominati rappresentanti dei Paesi coinvolti nell’iniziativa, ovvero Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Moldavia, Serbia e Ucraina. Insieme ai funzionari dei 7 Paesi, hanno partecipato anche diversi rappresentanti delle missioni OSCE attive nella regione, oltre che numerosi funzionari delle organizzazioni internazionali e regionali operanti nell’ambito del contrasto alla corruzione.

In occasione dell’apertura dell’evento di lancio del gruppo di lavoro, la vicecoordinatrice dell’Ufficio per le attività economiche e ambientali dell’OSCE, Ermelinda Meksi, ha dichiarato che l’OSCE ha, nel corso della sua attività, “sostenuto gli Stati membri nel rafforzamento strutturale del settore della sicurezza”. In tale contesto, ha spiegato Meksi, “l’istituzione di una piattaforma regionale interattiva, finalizzata alla condivisione di buone pratiche transfrontaliere in materia di contrasto alla corruzione, sarà uno strumento utile e pratico per rafforzare ulteriormente l’implementazione di politiche anticorruzione efficaci e, al tempo stesso, misure a livello regionale e nazionale”.

Nell’ambito dell’anticorruzione, la Corte della Bosnia ed Erzegovina aveva, il 16 settembre, siglato un’intesa con la ONG Transparency International. Nello specifico, il protocollo d’intesa prevedeva l’istituzione del Centro nazionale di consulenza legale, monitoraggio e advocacy, finanziato dall’ambasciata della Norvegia con sede a Sarajevo.

Secondo quanto reso noto, il Centro avrà come obiettivo l’individuazione di un gruppo di studenti di giurisprudenza, specializzati in diritto penale e in procedura penale, che, grazie a un programma di formazione e monitoraggio dei processi dei reati di corruzione, possano essere formati sul funzionamento delle istituzioni giudiziarie e possano promuovere un dialogo aperto sull’attività delle autorità giudiziarie nell’ambito delle indagini per i reati di corruzione.  

Lo scorso 6 settembre, il vertice uscente della missione OSCE in Bosnia ed Erzegovina, Bruce Berton, aveva dichiarato che da parte dell’OSCE vi è scarsa “fiducia nel sistema giudiziario bosniaco”, in gran parte perchè, secondo quanto dichiarato da Berton, “il Consiglio Superiore della Magistratura è una istituzione indubbiamente politicizzata”. 

A tale riguardo, aveva annunciato il vertice uscente della missione OSCE in Bosnia, negli scorsi mesi sia l’Unione Europea, sia l’ambasciata americana, avevano inviato una lettera alla Corte bosniaca in cui si segnalavano due problemi principali. Il primo era la dubbia trasparenza del processo di assunzione. Il secondo problema evidenziato dall’UE e dagli Stati Uniti faceva invece riferimento alla dubbia correttezza delle dichiarazioni patrimoniali dei giudici e dei magistrati.

Tali accuse, ha spiegato Berton, “danneggiano la reputazione della Corte e provocano la perdita di fiducia” nelle istituzioni della Bosnia. Ciò, tuttavia, avviene tanto a livello interno quanto a livello internazionale, complicando di fatto la ripresa del Paese e la sua integrazione nelle principali istituzioni europee.

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) è l’organizzazione di sicurezza regionale europea fondata il 3 luglio del 1973 e composta da 57 membri di 3 continenti. L’Organizzazione è stata istituita con l’obiettivo di monitorare la proliferazione e il traffico delle armi e la promozione dei diritti umani.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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