Libia: continua l’avanzata delle forze di Tripoli, Haftar risponde

Pubblicato il 23 settembre 2019 alle 9:04 in Africa Libia

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Le forze del governo di Tripoli hanno reso noto, nella giornata del 22 settembre, la propria avanzata verso il campo missilistico situato sull’asse di al-Khala, nel Sud della capitale Tripoli.

Ciò è avvenuto in seguito a scontri tra l’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, e le forze tripoline, che hanno visto l’impiego di diversi tipi di armi. Non da ultimo, l’esercito di Tripoli ha altresì annunciato di aver rafforzato le proprie postazioni nel campo di Yarmouk, conquistandone anche di nuove. Le battaglie contro la fazione opposta sono durate fino alle prime ore del mattino.

Il giorno precedente, il 21 settembre, le forze del governo tripolino hanno cercato di avanzare sugli assi di al-Khala e Yarmouk, entrambi situati nel Sud della capitale, utilizzando artiglieria pesante e beneficiando della copertura aerea dei droni e degli aerei da guerra provenienti dagli Emirati Arabi Uniti. Dal canto suo, l’LNA ha provato a progredire verso la zona di al-Aziziyah, provocando un’estensione degli scontri anche nelle aree di al-Sabi’a e Suq al-Khamis, dover però le forze tripoline sono riuscite a contrastare i propri avversari, arrestando altresì alcuni membri dell’esercito di Haftar.

Tuttavia, l’offensiva lanciata da Haftar nel Sud di Tripoli, a partire dal 21 settembre, è stata considerata tra le più violente dell’ultimo mese ed ha fatto seguito ad una settimana di tregua in tali aree meridionali. Yarmouk costituisce uno dei punti strategici più importanti nei pressi della capitale. 

Gli eventi del 21 e 22 settembre giungono dopo che il Consiglio Supremo di Stato libico ha accusato l’Esercito Nazionale Libico di impiegare mercenari e mezzi aerei di provenienza straniera. In particolare, il Consiglio ha dichiarato di avere informazioni “certe” circa l’inclusione di aerei e combattenti non libici anche negli ultimi scontri verificatisi nel Sud di Tripoli. Pertanto, il Consiglio ha inviato la controparte a prendere una posizione risoluta contro l’ingerenza di tutti quei Paesi coinvolti nello spargimento di sangue in Libia.

A tal proposito, nelle stesse giornate, le forze del governo tripolino hanno denunciato il grave ferimento di membri del proprio esercito, a seguito di bombardamenti condotti con droni sauditi contro edifici residenziali dell’area di Mashru’ al-Hudba, nella capitale Tripoli. L’LNA ha rivendicato l’attacco e ha affermato di aver preso di mira i raggruppamenti militari di tale area tripolina, oltre che della strada verso l’aeroporto e la zona di al-Khala.

Uno degli ultimi attacchi condotti dall’esercito di Haftar risale al 19 settembre scorso, quando sono state le postazioni dell’esercito tripolino situate a Misurata ad essere state prese di mira. In particolare, sono stati nuovamente il centro dell’aeronautica e la base aerea ad essere stati colpiti, in quanto considerati “stanze delle operazioni aeree turche”. Misurata, situata a Est di Tripoli, era stata colpita dalle forze dell’LNA anche nella giornata del 18 settembre, con raid aerei “precisi”, nuovamente condotti contro postazioni “turche”, nel quadro di una lotta contro il tempo volta a liberare la capitale Tripoli. In particolare, le forze di Haftar si sono dette determinate a continuare le proprie offensive contro gli Stati stranieri che sostengono il terrorismo in Libia.

Il 17 settembre, invece, è stata la base aerea dell’aeroporto di Mitiga ad essere entrata nel mirino dell’LNA. L’aeroporto è un’ex base militare, utilizzata successivamente per scopi civili, ed è situato nell’area controllata dal governo tripolino, riconosciuto dalle Nazioni Unite. Tuttavia, negli ultimi mesi, è stato preso di mira più volte, divenendo terreno di scontri tra le forze di Tripoli e l’Esercito Nazionale Libico. Ciò ha causato l’interruzione dei voli da e verso l’aeroporto, e al momento dell’offensiva risultava inattivo sin dal 1° settembre scorso.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Al Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’ultima ondata di violenti combattimenti tra le due fazioni, che ha avuto inizio il 4 aprile, ha causato la morte di 1093 persone, tra cui anche civili, ed il ferimento di altri 5762. Stando alle cifre Onu, sono, invece 120.000 gli sfollati causati dal conflitto.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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