USA sospendono finanziamenti all’Afghanistan: “Non è un partner affidabile”

Pubblicato il 22 settembre 2019 alle 6:42 in Afghanistan USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno tagliato più di 160 milioni di dollari di finanziamenti diretti, destinati all’Afghanistan, dopo che il governo di Kabul è stato ritenuto incapace di combattere il problema della corruzione. Washington ha da sempre lamentato l’esistenza di questo fenomeno tra i ranghi dell’amministrazione afgana e la decisione del taglio dei fondi arriva in momento particolarmente teso nei rapporti tra i due Paesi, con il presidente americano Donald Trump che ha cambiato le sue vedute in merito all’accordo con i talebani. In più, il 28 settembre sono previste nuove elezioni presidenziali in Afghanistan e certamente tali accuse non vanno a favore di una rielezione del presidente Ashraf Ghani.

“Siamo contrari a coloro che sfruttano le loro posizioni di potere e di influenza per privare il popolo afgano dei benefici dell’assistenza straniera e di un futuro più prospero”, ha dichiarato il Segretario di Stato americano Mike Pompeo. L’uomo ha poi specificato che la sospensione dei lavori con l’organo deputato al monitoraggio della corruzione è stato determinato dalla sua “incapacità di essere un partner affidabile”. “Ci aspettiamo che il governo afghano dimostri un chiaro impegno a combattere la corruzione, a servire il popolo afgano e a mantenere la loro fiducia”, ha affermato Pompeo. “I leader afgani che non rispettano questo standard dovrebbero essere ritenuti responsabili”, ha poi aggiunto il Segretario di Stato. 100 milioni di dollari dovevano essere destinati alla realizzazione di un progetto energetico, mentre gli altri 60 dovevano essere indirizzati all’assistenza dell’autorità afgana degli appalti. Non è escluso, anzi sembra che Pompeo lo abbia fatto intendere con chiarezza, che gli Stati Uniti decidano di finanziare queste attività direttamente anziché ricorrere all’intermediazione delle autorità afghane.

I colloqui di pace tra USA e talebani erano iniziati il 13 ottobre 2018 in Qatar con l’obiettivo di porre fine a 18 anni di guerra in Afghanistan. Tuttavia, nonostante all’inizio di settembre 2019 le due parti fossero molto vicine al raggiungimento di un accordo, i negoziati sono stati bruscamente interrotti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione di tali discussioni, l’8 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato americano, sono state uccise.

Inoltre, l’Afghanistan si sta preparando alle elezioni e le tensioni non fanno che aumentare. Già il 6 agosto, i talebani avevano avvertito la popolazione afghana di evitare di partecipare agli eventi della campagna elettorale per le elezioni presidenziali, poiché i militanti colpiranno il “falso” processo elettorale. Alle elezioni presidenziali afgane parteciperanno 18 candidati, tra cui il presidente in carica, Ashraf Ghani. I talebani hanno riferito che le elezioni presidenziali del 2014 sono state rovinate dall’interferenza degli Stati Uniti, messa in atto dall’ex segretario di Stato USA, John Kerry. Intanto, la volontà del popolo veniva ignorata, hanno sottolineato i talebani. Il gruppo afferma che le elezioni in Afghanistan non saranno legittime finchè persisterà la presenza di forze straniere nel Paese. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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