Somalia: militanti di al-Shabaab assaltano base militare

Pubblicato il 22 settembre 2019 alle 17:15 in Africa Somalia

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Militanti appartenenti al gruppo islamista al-Shabaab hanno fatto incursione in una base militare vicino alla capitale somala, Mogadiscio, domenica 22 settembre, e hanno saccheggiato armi.

L’attacco è iniziato quando un attentatore suicida si è fatto esplodere dentro un veicolo all’interno della base militare di El Salini, situata 60 chilometri a sud-ovest da Mogadiscio, intorno alle 5.30 di domenica mattina. Un anziano del villaggio in questione, Ahmed Cali, ha riferito che è stato svegliato all’alba da una enorme esplosione, seguita da colpi di armi da fuoco. Poco dopo, il testimone ha visto combattenti del gruppo islamista lasciare il presidio militare, alcuni di loro alla guida di camion carichi di armi e munizioni.

Un maggiore della base militare in questione ha affermato che l’esercito ha subito alcune perdite, e che i soldati hanno ricevuto rinforzi e hanno ripreso il controllo della struttura.

Abdiasis Abu Musab, il portavoce delle operazioni militari di Al-Shabaab ha confermato le dinamiche, rivendicando l’attentato suicida e l’assalto successivo, nel quale, a suo dire, sono morti 23 soldati somali. L’uomo ha aggiunto che i miliziani del gruppo, andando via, sono riusciti a razziare armi e veicoli militari.

Pochi giorni prima, il 18 settembre, il Commando africano degli Stati Uniti (AFRICOM) aveva ucciso 2 militanti di al-Shabaab durante un’operazione condotta nel Sud della Somalia. L’attacco aereo era stato effettuato nei pressi della città portuale di Chisimaio, vecchia roccaforte del gruppo jihadista. Tale offensiva era avvenuta in risposta a un attacco contro una pattuglia somala compiuto il giorno prima da alcuni militanti di al-Shabaab. 

Prima ancora, lunedì 2 settembre, 3 persone avevano perso la vita per via dell’esplosione di un’autobomba a Mogadiscio, quando un veicolo carico di esplosivo si era diretto verso il posto di blocco situato presso l’entrata di Mogadiscio dalla città di Afgoye, a circa 28 chilometri dalla capitale. Le autorità avevano fermato il veicolo e i suoi passeggeri, i quali però erano usciti dall’automobile e avevano sparato colpi di arma da fuoco contro gli ufficiali. A quel punto, era stato detonato l’ordigno esplosivo, che aveva fatto saltare in aria diverse automobili nei paraggi. Secondo quanto reso noto dalla polizia somala, l’autobomba era diretta verso il centro della città. Delle 3 persone che hanno perso la vita a causa dell’attentato, uno era un terrorista.

L’ultimo attentato rivendicato da Al Shabaab si era verificato il 14 agosto, quando una base militare del governo somalo era stata attaccata con autobombe e colpi di pistola. L’offensiva era avvenuta verso metà mattinata nella regione meridionale del Basso Scebeli, in un distretto agricolo chiamato Awdhigle, 70 chilometri a Sud-Ovest della capitale. A seguito dell’attentato, secondo quanto reso noto dall’organizzazione jihadista, oltre 50 persone hanno perso la vita, di cui 2 combattenti dell’organizzazione. Il governo di Mogadiscio, tuttavia, non aveva rilasciato commenti sulla vicenda e non aveva fornito una stima ufficiale del numero dei morti. Spesso, però, membri dell’organizzazione terroristica e funzionari governativi tendono a rilasciare bilanci di gran lunga differenti sull’esatto numero di vittime degli attentati.

 Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. Il suo scopo è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed Fermajo, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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