Egitto: scontri a Suez nel secondo giorno di proteste contro al-Sisi

Pubblicato il 22 settembre 2019 alle 11:47 in Africa Egitto

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Gruppi di manifestanti si sono riuniti nella città di Suez per la seconda notte di fila esigendo le dimissioni del presidente, Abdel Fattah al-Sisi, e scontrandosi con le forze di sicurezza.

Le forze di sicurezza egiziane si sono scontrate con centinaia di manifestanti nella città portuale di Suez, lanciando lacrimogeni e proiettili veri nel tentativo di disperdere la folla. Le violenze si inseriscono in un contesto in cui, per il secondo giorno di fila, gruppi di cittadini si sono sollevati in protesta contro al-Sisi. Un manifestante ha riferito che circa 200 persone si sono dirette nel centro di Suez, dove li attendevano le forze di sicurezza con veicoli corazzati. “Ci hanno lanciato lacrimogeni e proiettili veri e di gomma, causando feriti”, ha spiegato il testimone. Un altro residente ha affermato che l’uso di lacrimogeni è stato così massiccio che non si riusciva più ad allontanarsi dalla zona.

Altre proteste sono state segnalate a Giza, la città gemella della capitale Il Cairo, e nella città settentrionale di Mahalla. Nel frattempo, forze di sicurezza sono state preservate nella Piazza Tahrir della capitale, epicentro della rivoluzione egiziana del 2011 che ha provocato la cacciata dell’ex leader Hosni Mubarak.

L’agenzia AFP, citando fonti di sicurezza, ha affermato che almeno 74 persone sono state arrestate, venerdì 20 settembre, a Il Cairo, dopo gli scontri con la polizia. La Human Rights Watch ha fatto appello all’immediato rilascio dei cittadini detenuti. Il governo egiziano non ha ancora commentato.

Raduni e proteste inneggianti alle dimissioni di Abdel Fattah al-Sisi, sono scoppiati, venerdì 20 settembre, in numerose città egiziane, dopo che l’imprenditore Mohamed Ali lo ha accusato di corruzione. Migliaia di manifestanti pro-democrazia hanno marciato in varie città egiziane, tra cui la capitale, Il Cairo, Alessandria e Suez, chiedendo le dimissioni del presidente. Alcuni video pubblicati sui social media hanno mostrato persone radunate nella serata di venerdì che inneggiavano slogan quali “ci solleviamo, non temiamo, Sisi vattene” e “il popolo chiede la caduta del regime”. Ufficiali in borghese hanno fronteggiato la folla che tentava di raggiungere piazza Tahrir. Numerose fonti hanno riferito di arresti e uso di lacrimogeni contro i cittadini.

Il leader sta affrontando, nelle ultime settimane, una grossa ventata di dissenso contro il suo regime, scatenata dalla diffusione di filmati, il 2 settembre scorso, che dimostrano quanto profonda e radicata sia la corruzione tra gli ambienti militari e governativi del Paese. I video, diventati virali, sono stati rilasciati da Mohammed Ali, ex appaltatore di progetti militari in Egitto, e hanno provocato un notevole aumento delle critiche nei confronti del presidente, il cui operato è stato raramente messo in discussione nel corso degli anni. Al-Sisi, da parte sua, ha sminuito le accuse di Ali definendole “bugie”, tuttavia gli egiziani si sono indignati soprattutto per le affermazioni secondo cui al-Sisi avrebbe usato i fondi del governo per costruire diverse lussuose residenze per se stesso e la sua famiglia, facendo sì che l’hashtag #ThatsEnoughSisi diventasse virale e guadagnasse più di un milione di tweet nel giro di 24 ore.

Sabato 21 settembre, Ali ha spronato le agitazioni con un video, esortando gli egiziani a organizzare una marcia di “un milione di uomini”.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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