Mosca: USA vogliono porre fine a tutti i trattati sulle armi nucleari

Pubblicato il 21 settembre 2019 alle 6:10 in Russia USA e Canada

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Mosca considera allarmanti i segnali che lasciano sospettare che Washington non avrebbe alcuna intenzione di rispettare il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT). A dichiararlo il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in un articolo pubblicato dalla rivista di geopolitica “La Russia nella politica globale”.

Nell’articolo Lavrov descrive le preoccupazioni che si stanno diffondendo nell’amministrazione federale circa una possibile uscita degli Stati Uniti dal trattato CTBT, osservando inoltre che Washington ha intrapreso piani per dispiegare armi nello spazio, respingendo le proposte per introdurre una moratoria universale su tali attività.

“Il revisionismo si sta chiaramente manifestando nella sfera della stabilità strategica. Buttare all’aria prima il Trattato ABM di Washington (Trattato anti missili balistici del 1987), e ora, con il consenso unanime dei membri della NATO, il trattato INF (sui missili a medio e corto raggio), rischia di smantellare l’intera architettura del sistema della deterrenza nucleare”, scrive il ministro russo.

Secondo quanto dichiarato da Lavrov, neppure le prospettive del Trattato per la riduzione delle armi offensive strategiche (START-3) sarebbero promettenti, dal momento che gli Stati Uniti non hanno dato una risposta chiara alla proposta della Russia di prorogare il trattato dopo la sua scadenza a febbraio del 2021.

Tra gli altri esempi di attuazione di “regole” revisioniste, Lavrov ha menzionato il ritiro degli Stati Uniti dal Piano d’azione globale congiunto sul programma nucleare iraniano e il rifiuto di Washington di attuare decisioni unanime nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU su un accordo israelo-palestinese.

Il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT – Comprehensive Test Ban Treaty) è stato adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1996, ma non è mai entrato veramente in vigore perché non è stato firmato o ratificato da numerosi Paesi, tra cui gli Stati Uniti. Tutti i Paesi europei, tra cui Russia, Regno Unito e Francia, lo hanno invece ratificato. Nel 2013, Barack Obama, allora Presidente degli Stati Uniti, aveva promesso di ratificarlo entro il 2016, ma ciò non è accaduto.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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