Francia e Germania si allineano sulle esportazioni di armi

Pubblicato il 21 settembre 2019 alle 6:19 in Francia Germania

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La Francia e la Germania hanno annunciato di essere vicine alla sigla di un accordo sulla rimozione degli ostacoli alle esportazioni di armi prodotte in programmi condivisi.

L’annuncio giunge a seguito della richiesta avanzata da Parigi a Berlino in merito alla diminuzione delle restrizioni adottate in materia di armi. I dazi tedeschi sulle esportazioni di armi a Paesi terzi all’UE o alla NATO sono state, secondo Reuters, un ostacolo alla cooperazione bilaterale con la Francia per anni.

Nello specifico, la Germania è il quarto Paese per volume di esportazioni verso Riad dopo Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. Per tale ragione, secondo quanto evidenziato dal Bloomberg, l’embargo della Germania sulle esportazioni di armi ai sauditi ha causato un calo delle esportazioni a livello europeo, danneggiando principalmente Francia e Regno Unito che più volte hanno mostrato il proprio scontento, sebbene siano state applicate alcune eccezioni in caso di vendite congiunte con altri Paesi.

In particolare, le aziende francesi, quali la Nextwe e la Arquus, precedentemente note come “Renault Trucks Defense” sostengono che le restrizioni dei tedeschi hanno ostacolato la sigla di numerosi accordi e ciò ha portato l’industria francese della difesa ad autorizzare le esportazioni di armi con componenti tedesche senza aver ricevuto l’approvazione da parte di Berlino.

Il tema delle restrizioni alle esportazioni di armi applicate dalla Germania è stato affrontato nel corso del vertice tra il ministro dell’economia francese, Bruno Le Maire, e il suo omologo tedesco, Olaf Schol. Nel corso di una conferenza stampa tenuta al termine dell’incontro, il membro del governo di Parigi ha dichiarato di aver “un dialogo molto vicino con gli amici tedeschi” in merito “al problema delle esportazioni di armi”, sul quale ha altresì annunciato che le due parti hanno “trovato un accordo” e che a breve verrà diffuso.

Da parte sua, la controparte tedesca ha dichiarato che gli ultimi dettagli dell’accordo raggiunto sono ancora in fase di definizione, ma i due omologhi hanno “avuto discussioni molto costruttive”, motivo per cui Scholz si è detto “fiducioso che porteranno a un buon risultato”, sebbene “l’annuncio arriverà solo quando sarà pronto e accettato da tutti”.

Solo il giorno precedente, lo scorso 18 settembre la Germania aveva deciso di prorogare l’embargo sulla vendita di armi all’Arabia Saudita per altri 6 mesi, essendo il Paese  coinvolto nella guerra in Yemen, vista dai tedeschi quale guerra per procura tra Arabia Saudita e Iran. La decisione di non esportare armi in Arabia Saudita era stata presa a ottobre del 2018 a seguito del controverso omicidio politico del giornalista saudita Jamal Khashoggi, all’interno del consolato saudita ad Istanbul. 

La decisione tedesca del 18 settembre di prolungare l’embargo giungeva a due giorni di distanza dagli attacchi a due impianti petroliferi della compagnia saudita Aramco, situati nelle province di Abqaiq e Khurais, nell’Est dell’Arabia Saudita, i quali erano stati colpiti da raid aerei. Tali attacchi erano in seguito stati rivendicati dal gruppo di ribelli sciiti Houthi e duramente condannati dalla Germania.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono, da un lato, i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sanaa, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah; dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti. Il conflitto nel Paese è considerato nella regione mediorientale una guerra per procura (dall’inglese, proxy war) disputata tra l’Arabia Saudita e l’Iran. Tuttavia, gli Houthi hanno sempre respinto l’accusa di prendere ordini da Teheran, e si dicono in rivolta contro la corruzione statale.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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