Taiwan perde un altro alleato nel Pacifico e denuncia l’ingerenza della Cina

Pubblicato il 20 settembre 2019 alle 12:29 in Cina Taiwan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Taiwan e Kiribati hanno annunciato l’interruzione dei legami diplomatici, venerdì 20 settembre. Gli eventi nel Pacifico stanno preoccupando l’isola, che denuncia a tal proposito una mirata ingerenza cinese contro l’indipendenza di Taipei. 

“Kiribati oggi ci ha comunicato ufficialmente che sta tagliando i legami diplomatici con il nostro Paese”, ha dichiarato il giornalista Joseph Wu a Taiwan, in una conferenza stampa. “Noi stiamo annunciando che recideremo i legami con Kiribati a nostra volta”, ha aggiunto. La decisione di Kiribati rappresenta un altro duro colpo per il governo di Pechino che si prepara a celebrare il 70° anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese, il 1° ottobre. Wu ha parlato della decisione di Kiribati, definendola “profondamente deplorevole” e aggiungendo che tutti i progetti di cooperazione e aiuti bilaterali saranno immediatamente fermati. I diplomatici di Taiwan lasceranno Kiribati nei prossimi giorni. Kiribati è una repubblica insulare situata nel Pacifico centrale e ha una popolazione di 115.000 abitanti. Il colpo è particormente duro per Taipei, considerando che, il 16 settembre, anche le Isole Salomone hanno annunciato che avrebbero tagliato i rapporti con Taiwan. Anche questa decisione è arrivata dopo una serie di incontri del governo locale con i rappresentati cinesi, che hanno offerto 8,5 milioni di dollari all’arcipelago in fondi per lo sviluppo.

Secondo Taiwan, la Cina avrebbe offerto la fornitura di aeroplani e traghetti per spingere la piccola repubblica insulare a cambiare la sua posizione su Taipei. “Secondo le informazioni ottenute da Taiwan, il governo cinese ha già promesso di fornire fondi per acquistare numerosi aerei e traghetti commerciali, spingendo così Kiribati a cambiare le proprie relazioni diplomatiche”, ha dichiarato il ministro degli Esteri di Taiwan. La Cina sta cercando di “sopprimere e ridurre la rilevanza internazionale di Taiwan” e “alla fine attaccherà direttamente la sovranità dell’isola”, ha aggiunto Wu. Tali cambiamenti hanno destato sospetti sulla possibile influenza di Pechino sul piccolo Paese asiatico anche negli analisti della regione. L’isola ad oggi intrattiene relazioni formali con solo 15 Stati: Belize, Città del Vaticano, Guatemala, Haiti, Honduras, Isole Marshall, Nauru, Nicaragua, Palau, Paraguay, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Swaziland. 

Il giorno precedente, il 19 settembre, il piccolo Stato di Tuvalu, nel Pacifico meridionale, ha nominato un nuovo primo ministro. Il precedente premier, Enele Sopoaga, non è stato riconfermato, in una mossa imprevista dagli analisti, che suggeriscono che la motivazione sia da ritrovare nel fatto che il politico è stato un forte sostenitore di Taipei, mentre era in carica. Intanto, Kiribati è il settimo Paese che recide i legami diplomatici con Taiwan, da quando la presidentessa di Taiwan, Tsai Ing-wen, è stata eletta, il 20 maggio 2016. Burkina Faso, Repubblica Dominicana, Sao Tome e Principe, Panama ed El Salvador hanno tutti preso decisioni simili negli ultimi 3 anni. Tsai sta affrontando una dura battaglia per le nuove elezioni, previste per gennaio 2020, a causa delle numerose critiche per la sua gestione del rapporto con Pechino.

Taiwan viene considerata dalla Cina una provincia con parziale autonomia, ma l’isola gode, di fatto di un governo indipendente che si autodefinisce Repubblica di Cina (ROC) in continuità con la prima repubblica fondata sul continente cinese nel 1911 dal Partito Nazionalista Cinese (Guomindang), giunto a Taipei alla fine della guerra civile cinese nel 1949. Nello stesso anno, a Pechino veniva fondata la Repubblica Popolare Cinese che si autodefinisce unico governo legittimo di tutto il popolo cinese e chiede a tutti i Paesi con cui istituisce rapporti diplomatici di accettare il principio “una Sola Cina” che disconosce la legittimità e l’esistenza del governo di Taiwan. Negli ultimi quasi 70 anni, i rapporti tra Pechino e Taipei sono stati sempre tesi, con momenti in cui la tensione è salita alle stelle seguiti da altri di lieve distensione, a seconda delle diverse amministrazioni salite al potere a Taipei, ma caratterizzati da forti legami dal punto di vista commerciale. Dal 2016, a governare l’isola è il Partito Democratico Progressista, favorevole all’indipendenza e all’autonomia da Pechino.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.