Kuwait: stato di allerta anche per porti commerciali e strutture petrolifere

Pubblicato il 20 settembre 2019 alle 16:16 in Kuwait Medio Oriente

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Il Ministero del Commercio e dell’Industria del Kuwait ha emanato una decisione, venerdì 20 settembre, con cui ha sollevato lo stato di allerta per le strutture petrolifere, portuali e commerciali del Paese.

In particolare, secondo quanto riferito dal ministro Khaled Al-Rawdan, la decisione mira ad aumentare lo stato di sicurezza di tali strutture dal livello 1 al livello 2. La notizia è stata confermata altresì dalle autorità portuali, che hanno evidenziato come lo stato di allerta riguardi sia gli impianti petroliferi sia commerciali.  “La risoluzione sottolinea che tutte le parti dovrebbero adottare le misure necessarie per proteggere le navi e le strutture portuali” è stato dichiarato in una nota. Non da ultimo, le autorità kuwaitiane hanno riferito che la decisione è stata adottata al fine di preservare la sicurezza del Paese e l’integrità di territori e porti, alla luce delle condizioni in cui riversa attualmente la regione.

Quanto stabilito il 20 settembre va ad aggiungersi al comunicato del 18 settembre della presidenza dell’esercito del Kuwait, con cui le forze armate del Kuwait sono state invitate a mobilitarsi e a prepararsi per ogni eventuale minaccia che potrebbe scaturire dall’escalation di tensioni degli ultimi giorni. In particolare, si è parlato di “prontezza al combattimento” delle proprie unità, volta a garantire la sicurezza degli spazi aerei, terrestri e marittimi del Kuwait, in cooperazione con gli altri apparati di sicurezza del Paese. Inoltre, tutti i leader e gli uomini delle forze armate del Kuwait sono stati esortati a raddoppiare gli sforzi per difendere il Paese da potenziali pericoli che potrebbero minarne la stabilità.

L’escalation di tensioni del Golfo, fonte di preoccupazione del Kuwait, è da ricollegarsi a quanto accaduto lo scorso 14 settembre, quando due impianti petroliferi della compagnia saudita Aramco, situati nelle province di Abqaiq e Khurais, nell’Est dell’Arabia Saudita, sono stati colpiti da raid aerei, rivendicati dal gruppo di ribelli sciiti Houthi. L’impianto di Abaiq tratta la materia prima dell’oleodotto più grande al mondo, il gigante Ghawar, e lo esporta a Juaymah e Ras Tanura, l’impianto di carico a largo della costa, anch’esso, a sua volta, il maggiore a livello internazionale. Gli Stati Uniti si sono uniti alle indagini volte a stabilire il reale responsabile degli attacchi, che si pensa essere l’Iran.

In tale quadro, sebbene le indagini siano ancora in corso, si pensa che droni e missili da crociera siano partiti da una base iraniana, situata vicino al confine con l’Iraq. Dopo aver volato a bassa quota sull’Iraq meridionale, i droni sarebbero poi passati proprio per il Kuwait, fino a raggiungere i propri obiettivi in Arabia Saudita. A tal proposito, un membro del parlamento kuwaitiano, Riyadh Al-Adsani, ha sottolineato, il 18 settembre, che il passaggio di droni su luoghi sensibili del Kuwait necessita di misure chiare e trasparenti da parte del governo e di sforzi per garantire la sicurezza del Paese.

Non da ultimo, il Kuwait ha rinnovato la sua solidarietà con l’Arabia Saudita dopo gli attacchi alle due strutture petrolifere di Aramco, sottolineando la propria opposizione verso tutto ciò che pregiudica la sicurezza e la stabilità del Regno.

Il Kuwait, insieme all’Oman, è uno dei Paesi del Golfo relativamente pacifico, caratterizzato da una politica estera indipendente e da una posizione neutrale. Lo Stato ha svolto un ruolo rilevante nel mediare la crisi del Golfo, scoppiata il 5 giugno 2017, quando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno interrotto le relazioni diplomatiche con il Qatar, con l’accusa di aver finanziato e sostenuto le organizzazioni terroristiche. Successivamente, il 1° gennaio 2018, il Paese, dopo una pausa di circa 40 anni, è divenuto membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu, l’organo dell’organizzazione internazionale, la cui responsabilità principale è il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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