Italia: Guerini dice sì alla Difesa europea

Pubblicato il 20 settembre 2019 alle 16:57 in Europa Italia

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Il Ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, ha firmato la lettera di adesione all’Iniziativa europea d’Intervento, la European Intervention Initiative EI2.

A renderlo noto è il Ministero della Difesa, il quale ha specificato che con la lettera di adesione l’Italia darà la propria disponibilità a fornire nel Mediterrano “la sua peculiare competenza nazionale nel settore della difesa e sicurezza”.

L’iniziativa, secondo quanto commentato dal ministro Guerini, “è nata da una forte volontà politica e intende rafforzare la UE e la NATO, entrambe indispensabili a garantire la sicurezza dell’Europa e degli europei”. In tale ottica, anche l’Italia è pronta ad aderire, sulla base delle idee di “interoperabilità politica” ed “anticipazione strategica” che, secondo quanto reso noto dal Ministero, ispirano l’iniziativa.

L’annuncio era stato anticipato, giovedì 19 settembre, dal Governo italiano, a un giorno di distanza, come sottolineato dal Defense Post, dalla visita in Italia del presidente francese, Emmanuel Macron. La Francia è da tempo il più forte sostenitore di un esercito dell’Unione ed era stato proprio Macron, nel suo discorso alla Sorbona del 27 settembre 2017, a lanciare l’idea di quella che poi è diventata l’“European intervention initiative” (EI2), inizialmente vista come “un vero esercito europeo”.

Tuttavia, sebbene l’obiettivo dell’istituzione di un esercito comune sembri ancora lontano, il Ministero della Difesa italiano ha commentato che “l’iniziativa Europea d’Intervento si prefigge l’obiettivo della creazione di una cultura strategica comune tra i Paesi partecipanti e vuole contribuire a lanciare nuove dinamiche che puntino ad una Difesa europea capace di assumersi maggiori responsabilità di fronte alle minacce e alle sfide contemporanee”.

Nello specifico, stando a quanto ricostruito dal Defense Post, l’iniziativa mira a sviluppare la capacità di schierare rapidamente le truppe in operazioni militari congiunte, in evacuazioni dei civili o in caso di soccorsi per calamità naturali.

Il Belgio, la Danimarca, l’Estonia, la Finlandia, la Germania, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Spagna e il Regno Unito hanno già aderito all’iniziativa, a guida francese, la quale era stata lanciata formalmente il 25 giugno 2018, con la firma di una lettera d’intenti da parte dei 9 ministri europei della Difesa.

A tale riguardo, il ministro francese della Difesa, Florence Parly, aveva dichiarato al momento della firma che l’Iniziativa europea di intervento è “chiaramente un’iniziativa che consente anche ai Paesi non membri dell’UE di associarsi”, sottolineando l’intenzione del Regno Unito “di continuare a farne parte a prescindere dalle relazioni con l’Europa” dopo la Brexit.

Gli obiettivi dell’iniziativa, come si legge nella lettera d’intenti, sono molteplici. Il primo è la creazione di un forum, flessibile e non-vincolante, all’interno del quale gli Stati partecipanti possono impegnare le loro capacità militari per proteggere gli interessi europei. In secondo luogo, lo sviluppo di una cultura strategica condivisa, che migliori la capacità dei Paesi UE di sostenere le missioni militari all’interno delle strutture UE, NATO, ONU o coalizioni ad hoc, intensificando ed approfondendo i contatti tra i partecipanti, pur nel rispetto delle politiche nazionali. L’iniziativa, in particolare, si focalizza sulla cooperazione in alcuni ambiti, quali la previsione strategica e la condivisione dell’intelligence, lo sviluppo di scenari e la pianificazione e il supporto alle operazioni. EI2 intende poi contribuire agli sforzi già esistenti all’interno dell’Unione Europea nell’ambito della difesa, in particolare per quanto riguarda la Permanent Structured Cooperation (PESCO).

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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