Grecia: vertice con Bulgaria sull’immigrazione, ad Atene sgombero di edifici occupati dai migranti

Pubblicato il 20 settembre 2019 alle 17:59 in Bulgaria Grecia Immigrazione

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Il Ministro delle Politiche Migratorie della Grecia, Giorgos Koumoutsakos, ha incontrato a Sofia il ministro dell’Interno della Bulgaria, Mladen Marinov, per discutere dell’emergenza migratoria. Poco prima, ad Atene, la polizia aveva sgomberato 2 edifici occupati da oltre 200 migranti.

La Bulgaria e la Grecia sono entrambe impegnate nel fronteggiare nei loro territori l’emergenza migratoria. A renderlo noto è BalkanEU, il quale ha altresì rivelato che il 20 settembre, a Sofia, in Bulgaria, Marinov e Koumoutsakos hanno avuto modo di incontrarsi, concordando sulla necessità di unire le forze in materia di immigrazione sia a livello bilaterale, sia all’interno dell’Unione Europea. Non solo, i due ministri hanno concordato altresì di dover agire in forte cooperazione con la Turchia.

Nello specifico, la cooperazione in materia di affari interni e immigrazione tra Sofia e Atene si concretizzerà nell’espansione e nell’aggiornamento della già esistente collaborazione tra i due Paesi nell’ambito della lotta al crimine transfrontaliero, all’immigrazione clandestina, al traffico di esseri umani e al contrabbando di beni. A tale fine, i due ministri hanno sottolineato il ruolo chiave dello scambio di informazioni tra autorità di polizia, oltre che della cooperazione alla frontiera.

Il lavoro congiunto tra Bulgaria e Grecia, però, hanno reso noto i ministri di entrambi i Paesi al termine del vertice, dovrà comprendere anche la Turchia, con la quale dovrà essere avviato un dialogo aperto e costruttivo su tutti i fronti.

Prima di recarsi a Sofia, il 19 settembre, il ministro greco aveva disposto lo sgombero di 2 edifici occupati da 269 migranti, di cui 98 bambini, la maggior parte dei quali è stata trasferita al centro di accoglienza di Corinto nel corso della giornata. I migranti evacuati erano principalmente siriani che avevano già in precedenza presentato richiesta d’asilo al governo atenese. Oltre a loro, vi erano anche afghani, iracheni, iraniani, congolesi, yemeniti e marocchini.

Stando a quanto reso noto dalle autorità, gli ufficiali hanno condotto, nelle prime ore dell’alba, 2 incursioni in Acharnon Street, nel centro della capitale. Dei due edifici sgomberati, occupati da circa 3 anni dai migranti uno era un’ex scuola, la Tositseia, di proprietà di una ONG con finalità educative, la Society for Promoting Education and Learning. Nell’edificio, le autorità hanno rinvenuto anche 2 pistole e circa 50 proiettili, i quali sono stati inviati al reparto scientifico per procedere con le indagini.

Una simile operazione era stata condotta lo scorso 26 agosto, a un giorno di distanza dalla nomina del nuovo sindaco di Atene, Kostas Bakoyannis, il quale, come il suo premier, ha promesso di rendere la sicurezza priorità del suo mandato. Nello specifico, il governo conservatore di Kyriakos Mitsotakis, in carica da circa un mese, ha adottato come priorità della sua agenda politica la sicurezza del Paese, che si trova ad affrontare molteplici sfide in tema di immigrazione. Uno dei punti principali espressi da Mitsotakis riguarda la volontà di riportare l’ordine nel distretto atenese di Exarcheia, spesso luogo di scontri tra la polizia e gli anarchici, dove il premier ha deciso di attivare cicli di pattugliamento.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 70.497, di cui 56.974 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909, di cui 640 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019, sono giunti 35.171 migranti in Grecia, 20.460 in Spagna, 6.233 in Italia, 4.922 a Cipro e 2.260 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 25%. 

In particolare, per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019, nel Paese sono arrivati via mare via mare 9.019 migranti in più rispetto allo scorso anno. In virtù di tali cifre, l’Unione Europea aveva avanzato i propri dubbi in merito alla possibile responsabilità di Ankara dell’aumento degli sbarchi in Grecia, ma la Turchia aveva smentito quanto ipotizzato, fornendo i propri dati, secondo cui nei primi 8 mesi del 2018 i migranti che avevano raggiunto la Grecia dalla Turchia erano stati 30.842, mentre nel 2019 sono stati 29.025.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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