Cybersecurity: l’UE al lavoro per un approccio coordinato

Pubblicato il 20 settembre 2019 alle 7:16 in Europa

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Il Centro europeo per la lotta al cyber-crimine (EC3) dell’Europol ha siglato un protocollo d’intesa in materia di cybersecurity con una organizzazione no-profit internazionale che mira alla riduzione dei fattori di rischio cibernetico nel sistema finanziario attraverso la condivisione di informazioni sensibili.

A rendere nota la sigla del protocollo, avvenuta giovedì 19 settembre, è stata l’Europol, l’Agenzia europea per la per la lotta al crimine, la quale ha scelto la Financial Services Information Sharing and Analysis Center (FSI-ISAC) quale partner per combattere il crimine cibernetico nel settore dei servizi finanziari dell’Unione Europea.

Il fine del protocollo d’intesa, secondo quanto annunciato dall’Europol, “sarà quello di facilitare e rafforzare la risposta delle autorità ai criminali cibernetici specializzati in ambito finanziario, i quali prendono di mira banche ed altre istituzioni finanziarie, attraverso una rete simbiotica di scambio di dati sensibili”.

A tale riguardo, il responsabile dell’EC3 dell’Europol, Steven Wilson, ha dichiarato che “i criminali cibernetici stanno prendendo sempre più di mira i servizi finanziari e le istituzioni, ai danni dei cittadini e delle imprese sparsi nell’UE”. Per tale ragione, ha aggiunto Wilson, “diventa cruciale portare i principali stakeholder intorno a un tavolo al fine di migliorare la risposta coordinata”. E il protocollo, ha commentato Wilson, “con FS-ISAC fornisce gli strumenti per fare esattamente questo”.

Tale partnership giunge, ha sottolineato l’agenzia per la lotta al crimine, in risposta alla crescita che negli ultimi anni hanno caratterizzato i sofisticati crimini cibernetici, i quali hanno colpito numerosi Paesi e giurisdizioni contemporaneamente. In tale ottica, il protocollo d’intesa contribuirà a “sviluppare un approccio pan-europeo alla condivisione delle informazioni di intelligence, assicurando la cooperazione transfrontaliera, la quale si rivela necessaria per la detezione, la prevenzione e la riduzione del crimine cibernetico”.

Oltre a facilitare lo scambio delle informazioni sensibili, ha annunciato l’Europol, il protocollo d’intesa consentirà anche la conduzione di esercitazioni di addestramento e di incontri informativi.

In linea con quanto effettuato dall’Europol, solo 2 giorni prima dell’annuncio del protocollo d’intesa, il responsabile della divisione sulla cybersecurity della presidenza finlandese del Consiglio dei ministri dell’UE, Turo Mattila, aveva dichiarato che la sicurezza cibernetica è un fronte sempre più importante, sia per i Paesi membri dell’Unione, sia per l’UE nel suo complesso.

Nello specifico, Mattila aveva dichiarato di ritenere la cybersecurity “parte del processo di rafforzamento della sicurezza dei cittadini dell’UE” e, per tale ragione, la sicurezza cibernetica è “una delle priorità principali della presidenza della Finlandia del Consiglio dell’Unione Europea”.

I Paesi membri dell’UE, aveva commentato Mattila, “sono responsabili per la loro sicurezza, è un dovere di competenza nazionale. Tuttavia, gli Stati membri hanno mostrato un forte interesse nel raggiungimento di una cooperazione più ampia a livello europeo per tematiche quali la difesa, la cybersecurity e il contrasto alle minacce ibride”. Soprattutto perché queste ultime, aveva specificato Mattila, “non sono limitate dai confini nazionali e spesso sono finalizzate a minacciare l’unità dell’Unione Europa e la fiducia dei cittadini europei nelle istituzioni comunitarie”. Per tale ragione, secondo quanto rivelato dal funzionario finlandese, “la minaccia cibernetica sottolinea l’importanza del miglioramento della condivisione di informazioni, della conoscenza del contesto e delle capacità di prendere decisioni a livello europeo”.

In presenza di tali condizioni, aveva dichiarato Mattila, in Europa “vi è il bisogno di cooperazione, al fine di rafforzare la nostra resilienza e difendere i valori e gli interessi che condividiamo”. In tale ottica, aveva dichiarato il funzionario finlandese, “stiamo cercando di rafforzare l’impegno della comunità internazionale ad assicurare che vengano garantiti i principi di una rete aperta, sicura e affidabile, oltre che l’applicazione di una condotta responsabile da parte degli Stati e l’applicazione del diritto internazionale nello spazio cibernetico”.

Nel corso del mandato finlandese di presidenza del Consiglio dei ministri dell’UE, inoltre, ha annunciato Mattila, il focus sarà posto “sulla sicurezza della rete 5G, soprattutto al fine di concordare con i Paesi membri una serie di misure condivise da adottare al fine di fronteggiare i rischi che il 5G comporta”. L’UE, secondo quanto specificato da Mattila, “ha adottato la sua prima strategia sulla cybersecurity nel 2013 e sebbene molti Paesi dell’UE abbiano già creato Autorità garanti nazionali in materia, abbiamo solo recentemente compreso da un lato ciò che serve da parte nostra, e dall’altro che ciò che accade nel cyberspazio è parte inscindibile della nostra sicurezza”.

L’Europol è l’agenzia finalizzata alla lotta al crimine nell’Unione Europea. L’ente, con sede all’Aia, nei Paesi Bassi, fornisce supporto dal 2010 ai 28 Paesi membri dell’UE in materia di lotta al terrorismo, al crimine informatico e ad altre forme di criminalità e minacce. L’Europol risponde al Consiglio dei ministri della Giustizia ed Affari Interni, composto dai relativi ministri dei Paesi dell’UE. Tale organo, insieme al Parlamento Europeo, approva il bilancio dell’Agenzia e adotta i regolamenti relativi al lavoro dell’Europol. Il direttore esecutivo dell’Agenzia è Catherine De Bolle, ex commissario generale della polizia federale belga.

Il Centro europeo per la lotta al cyber-crimine, EC3, è stato fondato nel 2013 in risposta alla decisione dell’UE di proteggere i cittadini, le imprese e i governi dei Paesi membri dal crimine cibernetico. Con i suoi oltre 60 esperti, l’EC3 è coinvolto in centinaia di operazioni online di alto livello, per le quali fornice analisi dei dati e supporto ai Paesi membri. Ogni anno, EC3 pubblica il report sul crimine organizzato cibernetico, il quale mette in evidenza i principali trend e minacce sullo sviluppo del crimine cibernetico.

Il  Financial Services Information Sharing and Analysis Center, FS-ISAC, è un consorzio, con sede a New York, no-profit di imprese finalizzato alla riduzione del rischi cibernetico nei sistemi finanziari globali. A disposizione di istituzioni finanziarie, e quindi dei suoi clienti, l’FS-ISAC fornisce la propria piattaforma di intelligence, risorse per la resilienza e un network fidato peer-to-peer di esperti in grado di anticipare, mitigare e rispondere alle minacce cibernetiche. Sono circa 7.000 gli associati di FS-ISAC, dislocati in oltre 70 Paesi.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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