Afghanistan: ex presidente Karzai fa appello agli Stati Uniti

Pubblicato il 20 settembre 2019 alle 9:02 in Afghanistan USA e Canada

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L’ex presidente afgano, Hamid Karzai, ha chiesto agli Stati Uniti di riprendere i colloqui di pace con i talebani, mentre il Paese è sconvolto dalle violenze di Nangarhar e Zabul. 

Durante una conferenza stampa, tenutasi giovedì 19 settembre, Karzai ha dichiarato: “Oggi chiedo al governo degli Stati Uniti di riprendere i colloqui di pace con i talebani”. L’ex presidente ha poi aggiunto che “dall’inizio, i colloqui dovrebbero essere trasparenti e chiari”. “Dobbiamo lottare per la pace e i talebani devono sapere che dovranno condividere il potere in Afghanistan”, ha riferito. “Se trattano con gli Stati Uniti da soli, i talebani non governeranno mai in Afghanistan, devono negoziare con gli afgani”, ha sottolineato. Inoltre, Karzai ritiene che Cina, Russia, Germania e alcuni Paesi vicini stiano, come lui, lavorando per la ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e telebani. “Speriamo che questi Paesi aumentino i loro sforzi per la pace”, ha aggiunto a tale proposito. Karzai ha anche invitato i militanti islamisti a smettere di prendere di mira i civili: “Conducendo attacchi e uccidendo gli afghani non sconfiggerai gli Stati Uniti in Afghanistan”, ha dichiarato. “Avremo la pace quando ci riuniremo”, ha poi aggiunto. “Nessuno vuole un governo provvisorio in Afghanistan, non è nell’interesse di nessuno. Vogliamo la pace in Afghanistan “, ha concluso l’ex presidente. 

Intanto, il Paese è più che mai sconvolto dalla guerra, tra incidenti militari e attacchi terroristici. Karzai ha rilasciato tali dichiarazioni a seguito di una difficile giornata per tutto il Paese. Almeno 30 civili sono stati uccisi e 40 sono rimasti feriti in un raid aereo condotto dalle forze di sicurezza afghane, con il supporto aereo degli Stati Uniti, nell’Afghanistan orientale, a Nangarhar. L’attacco è stato effettuato la sera di mercoledì 18 settembre ed era finalizzato alla distruzione di un nascondiglio usato dai militanti dell’ISIS. Tuttavia, il bombardamento ha accidentalmente colpito un campo vicino, dove si trovavano alcuni raccoglitori di pinoli. Sempre il 18 settembre, almeno 20 persone sono state uccise in un attentato suicida effettuato con un’autobomba, nella provincia meridionale di Zabul. L’assalto ha colpito, nello specifico, un ospedale della città ed è stato immediatamente rivendicato dai talebani. Ancora lo stesso giorno, un gruppo di uomini armati e un kamikaze avevano attaccato un edificio governativo a Jalalabad, ferendo 9 persone. Il gruppo di militanti ha fatto detonare alcuni esplosivi all’esterno di un edificio pubblico che si occupa della distribuzione di carte d’identità elettroniche. I talebani hanno rivendicato anche questo assalto. 

Tale situazione è in parte la conseguenza di una crisi diplomatica in corso e a causa di questa rischia di peggiorare. I colloqui di pace tra USA e talebani sono iniziati il 13 ottobre 2018 in Qatar con l’obiettivo di porre fine a 18 anni di guerra in Afghanistan. Tuttavia, nonostante all’inizio di settembre 2019 le due parti fossero molto vicine al raggiungimento di un accordo, i colloqui sono stati bruscamente interrotti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione di tali discussioni, l’8 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato americano, sono state uccise.

L’Afghanistan è, da decenni, caratterizzato da profonda instabilità. Come evidenziato dal presidente, Ashraf Ghani, in occasione della cerimonia del centenario dall’Indipendenza del Paese dal Regno Unito, che si è tenuta il 19 agosto, al momento il Paese si trova a dover affrontare due principali minacce. La prima vede come protagonisti i talebani, mentre la seconda riguarda la presenza dell’ISIS sul territorio. Questi si sono recentemente installati nel Paese a seguito della fuga da altre regioni mediorientali. I talebani, invece, si sono affermati come gruppo dominante del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica e, dalla fine di una guerra civile tra diversi gruppi locali. Nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per riprendere il controllo del governo.     

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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