USA-Cina: i nuovi colloqui prima dei negoziati ufficiali di ottobre

Pubblicato il 19 settembre 2019 alle 15:25 in Cina USA e Canada

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La ripresa dei colloqui tra i negoziatori commerciali statunitensi e cinesi è attesa per giovedì 19 settembre, mentre le due maggiori economie del mondo cercano di colmare le profonde differenze per mettere fine alla guerra commerciale.

I negoziati, previsti per giovedì 19 e venerdì 20 settembre, hanno lo scopo di gettare le basi per i colloqui di alto livello attesi nei primi giorni di ottobre. Tali incontri determineranno se i due Paesi posso lavorare verso una soluzione comune. Una delegazione di circa 30 funzionari cinesi, guidata dal viceministro delle Finanze di Pechino, Liao Min, è attesa presso l’ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti (USTR), nei pressi della Casa Bianca. La delegazione statunitense sarà guidata dal vice rappresentante per gli Affari Commerciali, Jeffrey Gerrish.

Le discussioni si concentreranno prevalentemente sull’agricoltura e sopratutto sulle richieste degli Stati Uniti riguardo all’aumento sostanziale degli acquisti di soia e altri prodotti agricoli da parte della Cina. Due sessioni negoziali, nel corso dei due giorni, riguarderanno tali questioni, mentre una sarà dedicata al tema della proprietà intellettuale e del trasferimento forzato della tecnologia straniera alle aziende cinesi. “Le sessioni sull’agricoltura avranno una quantità sproporzionata di tempo di discussione”, ha dichiarato una fonte informata sui fatti all’agenzia di stampa Reuters. Una di queste sessioni includerà anche un focus sulla richiesta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che la Cina tagli le spedizioni di fentanil, un oppiaceo sintetico, negli Stati Uniti.

Il presidente è ansioso di offrire opportunità per gli agricoltori statunitensi nel mercato cinese. La popolazione impiegata nel settore primario rappresenta una fetta importante di elettori, che non sono attualmente soddisfatti dell’amministrazione Trump, a causa delle tariffe di ritorsione della Cina sui semi di soia statunitensi e su altre materie prime agricole. Il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Wilbur Ross, in un’intervista rilasciata il 19 settembre, ha affermato che non è chiaro cosa la Cina voglia, ma “lo scopriremo molto, molto presto nelle prossime 2 settimane”. “Ciò di cui abbiamo bisogno è correggere i grandi squilibri, non solo l’attuale deficit commerciale”, ha aggiunto Ross. “È più complicato del semplice acquisto di qualche altro seme di soia”, ha sottolineato.

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è cominciata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni dall’estero rispettivamente di acciaio e alluminio. Vista l’esclusione dell’Europa, di Canada e Messico, dell’Australia, Corea del Sud, Argentina e Brasile da questa tassazione, la decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Il 6 luglio 2018 gli Usa hanno imposto dazi addizionali del 25% su altri prodotti cinesi, per un valore di altri 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”.

Un’ulteriore trance di tariffe è stata implementata da entrambi i Paesi alla mezzanotte del 23 agosto 2018, tariffe del 25% su beni dal valore complessivo di altri 16 miliardi di dollari. Le tariffe americane si applicavano a 279 categorie di prodotti cinesi, inclusi prodotti chimici, attrezzature ferroviarie, materie plastiche e semiconduttori. Quelle cinesi, invece, sono dirette contro 333 categorie di prodotti americani, tra cui carbone, rame, prodotti in acciaio, combustibili e attrezzature mediche. Oggi dopo più di un anno di guerra commerciale, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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