Uganda-Russia: accordo per la produzione di energia nucleare

Pubblicato il 19 settembre 2019 alle 11:48 in Russia Uganda

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L’Uganda ha firmato con la Russia un Accordo intergovernativo (IGA) per incrementare le sue capacità in campo di tecnologia nucleare da utilizzare per fini energetici, medici e per altri intenti pacifici. Il presidente ugandese Yoweri Museveni ha infatti più volte sottolineato la sua volontà di utilizzare gli ingenti depositi di uranio per rafforzare le capacità energetiche del Paese. L’accordo con Mosca è stato firmato mercoledì 18 settembre, a Vienna, dal ministro dell’Energia ugandese, Irene Muloni, e dal vicedirettore generale della compagnia nazionale russa ROSATOM, Nikolai Spasskiy. Secondo quanto stabilito nel patto, la Russia aiuterà l’Uganda nello sviluppo di infrastrutture nucleari e nella produzione e applicazione di radioisotopi per scopi industriali, agricoli e sanitari. Già il 20 giugno 2017, un altro accordo era stato firmato con l’Ente statale per l’energia atomica russo (ROSATOM), al fine di facilitare la cooperazione sullo sviluppo della tecnologia nucleare.

“Spasskiy ha espresso l’impegno e la disponibilità di ROSATOM a sostenere i piani dell’Uganda tesi a sviluppare l’uso pacifico dell’energia nucleare, in particolare a supportare la costruzione di centrali nucleari”, ha affermato la nota del Ministero dell’Energia ugandese, mercoledì 18 settembre. Si prevede che il fabbisogno energetico di Kampala aumenterà nei prossimi anni. La nazione si sta preparando a iniziare una massiccia produzione di petrolio greggio a partire dal 2022, dopo aver scoperto, nel 2006, giacimenti petroliferi della capienza di 6 miliardi di barili nelle regioni occidentali del Paese. Il Ministero dell’Uganda per lo Sviluppo dell’Energia e dei Minerali ha poi chiarito che, benché Kampala possieda notevoli depositi di uranio, le stime delle riserve non sono note in quanto il minerale non è ancora stato esplorato commercialmente.

Già l’11 maggio 2018, l’Uganda aveva firmato con la Cina un accordo di cooperazione per lo sviluppo dell’energia nucleare in cui si stabiliva che Pechino avrebbe aiutato il Paese africano a costruire e gestire centrali nucleari sul suo territorio.  Lo Stato asiatico è un importante investitore in diversi progetti infrastrutturali ugandesi e la China National Nuclear Corporation (CNNC) ha sottoscrivere il memorandum d’intesa dell’11 maggio per aiutare l’Uganda a “sviluppare la sua capacità di sfruttare l’energia atomica per scopi pacifici”. L’accordo con la Cina, sottoscritto dal ministro ugandese Muloni e dal presidente della CNNC, Wang Shoujun, prevede una collaborazione bilaterale, per lo sviluppo delle infrastrutture nucleari, nelle fasi di progettazione, costruzione e funzionamento delle centrali.

L’Uganda è un Paese africano collocato nella regione dei Grandi Laghi, nell’Africa orientale. Ottenuta l’indipendenza dall’Inghilterra nel 1962, dopo un periodo di tensioni etniche e religiose, il Paese è diventato nel corso del tempo relativamente prosperoso. Tuttavia, resta caratterizzato da profonda corruzione politica. Il presidente Museveni, al potere ininterrottamente da 32 anni, è considerato da alcuni come colui che ha dato all’Uganda stabilità e ricchezza, da altri, invece, un esempio di corruzione e illegalità.

Il Paese africano ospita un gran numero di rifugiati provenienti dagli Stati confinanti. Circa 34.000 congolesi e almeno 1 milione di cittadini del Sud Sudan hanno abbandonato le loro case e si sono rifugiati in Uganda. I continui arrivi stanno causando non pochi problemi alle autorità di Kampala, le quali hanno già difficoltà nell’aiutare quella parte della popolazione ugandese che ha bisogno di assistenza.

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Chiara Gentili

di Redazione

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