Ucciso comandante dei ribelli Hutu ruandesi, Sylvestre Mudacumura

Pubblicato il 19 settembre 2019 alle 12:42 in Rep. Dem. del Congo Ruanda

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L’esercito della Repubblica Democratica del Congo ha riferito di aver ucciso il comandante dei combattenti Hutu ruandesi, Sylvestre Mudacumura, accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale. Mudacumura è stato il leader delle Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR) fin dalla loro fondazione, nel 2000, da parte di ufficiali della tribù Hutu. L’uomo era poi fuggito dal suo Paese dopo la fine del genocidio, nel 1994. Le FDLR hanno ripetutamente ingaggiato violenti scontri con le forze governative della Repubblica Democratica del Congo e con i gruppi armati rivali, a tal punto che l’esercito del Ruanda si trovava costretto a intervenire di frequente nelle zone di confine e anche oltre le sue frontiere.

“Sylvestre Mudacumura è stato neutralizzato dalle forze armate del Congo insieme a tutti quelli che lo accompagnavano nel territorio di Rutshuru”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito, Richard Kasonga. L’uccisione di Mudacumura è stata solo l’ultimo dei colpi sferrati alle Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda, ormai notevolmente indebolite a causa degli arresti di diversi suoi membri e delle pressioni militari dell’esercito di Kinshasa e degli altri gruppi armati. La Corte penale internazionale aveva emesso un mandato di arresto per Mudacumura nel 2012 in seguito alle accuse di attacchi contro civili, omicidi, stupri e torture nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, dove la sua formazione aveva continuato a operare dopo il genocidio del Ruanda.

Le autorità di Kigali hanno accolto con entusiasmo la notizia della morte di Mudacumura. “La sua uccisione favorirà la pace e la sicurezza nella regione”, ha detto il ministro degli Affari regionali, Olivier Nduhungirehe. “Con il suo gruppo, le FDLR, stava destabilizzando anche la Repubblica Democratica del Congo, uccidendo congolesi e ruandesi. La sua morte conferma l’impegno del presidente Felix Tshisekedi nella lotta alle forze del male e aprirà una nuova era di cooperazione buona e pacifica tra il Ruanda, la Repubblica Democratica del Congo e gli altri Paesi della regione”, ha aggiunto Nduhungirehe.

Le autorità hanno accusato Mudacumura di aver commesso diversi attacchi sui civili durante il conflitto intrapreso contro gli eserciti del Ruanda e della Repubblica Democratica del Congo tra il 2009 e il 2010. L’ONG per la difesa dei diritti umani, Human Rights Watch, ha riferito che le FDLR hanno ucciso più di 700 civili negli scontri contro le comunità che non cooperavano con i ribelli.

Le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda sono state anche fonte di attrito con l’Uganda. A marzo, Kigali aveva accusato Kampala di sostenere le FDLR e un altro gruppo ribelle con base nella Repubblica Democratica del Congo, il Congresso Nazionale del Ruanda (RNC). L’Uganda, tuttavia, ha negato con forza le accuse e il 23 agosto è stata firmata la pace tra i due Paesi dopo mesi di tensione.

Il Ruanda è un piccolo Paese dell’Africa centro-orientale, dove innumerevoli conflitti si sono verificati nel corso degli anni tra la tribù degli Hutu, che rappresenta la maggioranza della popolazione, e quella dei Tutsi. Un grave scontro etnico è esploso tra le due nel 1959, quando i belgi cedettero il controllo del Paese alla maggioranza Hutu. Da quel momento cominciò un lungo periodo di segregazione e massacri nei confronti dei Tutsi e degli Hutu moderati. Centinaia di loro furono costretti all’esilio. Tra l’aprile e il luglio 1994 uno dei più feroci genocidi del Novecento fu compiuto nel Paese. 800.000 persone, tra Tutsi e Hutu moderati, e circa un milione di cristiani furono massacrati. Ad oggi il Ruanda sta lottando per ricostruire la sua economia, incentrata sulle esportazioni di caffè e tè. Il 6 novembre 2017, la Banca Mondiale ha riconosciuto i “notevoli successi in termini di crescita” che hanno aiutato a ridurre la povertà e la disuguaglianza in Ruanda.

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Chiara Gentili

di Redazione

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