Mosca: sparatoria nella metropolitana, un morto

Pubblicato il 19 settembre 2019 alle 12:30 in Russia

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In tarda serata di mercoledì 18 settembre, nell’atrio della stazione della metropolitana Rjazanskij Prospekt di Mosca, un ufficiale di polizia ha aperto il fuoco sugli agenti mandati ad arrestarlo nel quadro di un’operazione dei servizi interni della polizia della capitale russa.

A seguito dell’incidente, un agente di polizia è stato ucciso e un altro è rimasto ferito. I medici hanno definito “gravi” le condizioni dell’agente ferito.

Il centro stampa della Direzione principale della sicurezza interna del ministero dell’Interno della Federazione russa ha riferito che l’ufficiale che ha sparato era un dipendente della Direzione degli affari interni della metropolitana di Mosca. L’uomo è stato arrestato, riferisce l’agenzia di stampa TASS. 

Fonti dei servizi di sicurezza hanno riferito che l’ufficiale era sospettato di aver ricevuto tangenti da persone senza documenti per “chiudere un occhio” sulle irregolarità. Mercoledì 18 settembre agenti sotto copertura hanno cercato di corrompere l’ufficiale, un’operazione che nel lessico della polizia russa si definisce un “acquisto di prova”, durante la quale hanno cercato di coglierlo in flagrante.

Le fonti hanno riferito alla TASS che il poliziotto che ha ucciso un collega era sospettato di ricevere una tangente per un importo di 2 mila rubli (circa 30€). Se l’accusa fosse stata confermata, l’uomo avrebbe dovuto affrontare una multa fino a 200 mila rubli o la reclusione per un massimo di un anno ai sensi dell’articolo 291 comma 2 del codice penale della Federazione russa che punisce la “piccola corruzione”. Dopo la sparatoria nella stazione di Rjazanskij Prospekt l’uomo è passibile di pene fino all’ergastolo, dacché la Procura di Mosca ha aperto un procedimento penale ai sensi dell’articolo 317 del codice penale della Federazione russa “Tentativo di vita di un agente di polizia”.

La Direzione principale della sicurezza interna del ministero degli Affari interni ha avviato un’indagine interna per l’attacco contro gli agenti di polizia, così come ha fatto la Direzione della sicurezza della Metropolitana di Mosca. 

Dopo gli attentati del 2010 perpetrati da due donne kamikaze cecene alle stazioni di Lubjanka e Park Kul’tury che costarono la vita a quaranta persone, per la maggior parte studenti della vicina Università Linguistica di Stato, la presenza della polizia e della guardia nazionale nella metropolitana di Mosca è stata notevolmente aumentata, così come sono state implementate numerose misure di sicurezza.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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